Botanica, Storia
comment 1

L’Albero della Gomma

Hevea brasiliensis

 

L’albero della gomma è nativo dell’Amazzonia.

Lo sfruttamento delle piante, delle quali si raccoglie il lattice praticando un’incisione sulla corteccia, è iniziato nell’Ottocento. Ha fatto la fortuna delle città brasiliane di Manaus e Belèm.

Per vulcanizzazione del lattice si ottiene la gomma, o caucciù, una parola locale passata nel nostro vocabolario dopo le prime scoperte di Charles-Marie de La Condamine, forse il primo europeo a scendere il Rio delle Amazzoni a metà del Settecento. Egli notò che gli indumenti delle sue guide, cosparsi da una sostanza lattiginosa, erano impermeabili all’umido della foresta, e così scoprì l’hevé, come lo chiamavano gli indios, l’albero della gomma.

A metà dell’Ottocento iniziarono dei tentativi di esportazione della pianta che venne chiamata Hevea. Ma i semi non resitevano ai viaggi, marcivano nelle cale delle navi prima di arrivare a destinazione.

Nel 1876 ebbe fortuna Henri Wickam. Era un aspirante artista Inglese che viaggiava per il Sud America e si era stabilito a Santarém, in Brasile, in una fattoria. Contattato da Sir Joseph Hooker, direttore dell’Orto Botanico Reale di Kew, Wickam riuscì a raccogliere 70 mila semi di alberi della gomma, a impacchettarli con segatura in ceste di foglie di banano, e a spedirli in Inghilterra con uno dei primi battelli a vapore che attraversavano l’Atlantico, la S.S. Amazonas. Il carico di semi giunse intatto a Le Havre il 9 Giugno 1876. Appena sopraggiunta la notizia a Londra, i giardinieri dell’Orto Botanico di Kew furono messi al lavoro giorno e notte per preparare le serre e la terra dove impiantare i semi.

Si parla ancora della spedizione come un furto, ma allora non c’erano leggi che vietavano l’esportazione di Hevea dal brasile.

Il 7 luglio 1876, 700  semi della specie mandata da Wickam, l’Hevea brasiliensis, pur non essendo una delle migliori, germogliarono in serra a Kew Gardens. Il 12 Agosto, chiuse in serre portatili costruite apposta, 2 800  piantine germinate salpavano per Colombo scortate dalla Royal Navy.

Per molti anni i risultati in Sri Lanka (allora Ceylon), non furono eccellenti per colpa dei monsoni. La svolta arrivò nel 1888 quando Henri Ridley, un giovane protetto di Sir Joseph Hooker, diventò capo del Giardino Botanico di Singapore. Fiutando l’affare, Ridley importò le piantine da Ceylon e mise sù la prima piantagione di alberi della gomma.

In dodici anni nelle colonie inglesi di Ceylon, Malesia e Singapore crebbero dieci milioni di piante.

L’industria moderna ha enormemente sviluppato l’uso del lattice, si pensi solo alla produzione di pneumatici per l’industria automobilistica e aereonautica.

Il lattice è un bene di importazione dal Brasile e dal Sud-Est asiatico.

Singapore fu bombardato l’8 dicembre 1941.

Gli americani con Richard Evans Schultes, botanico di Harvard, tentarono di stabilire delle piantagioni sul continente americano. Ci credevano Henri Ford, Harvey Firestone e Paul Litchfield di Goodyear.

Ma le piantagioni del Sud-Est asiatico sono tutt’ora le uniche esistenti.

© Melissa Pignatelli

Fonte:

“Il botanico inatteso” di Melissa Pignatelli, 2009, inedito, racconto biografico su Richard Evans Schultes, etnobotanico di Harvard, in Amazzonia colombiana. Incipit pubblicato su “La Lettura” del Corriere della Sera il 22 Aprile 2012.

Potrebbe anche interessarti l’articolo ‘Alla Ricerca dell’Albero della Gomma’

Melissa Pignatelli

1 Comment

  1. Bell’articolo che riguarda, anche se inconsapevolmente, tutta la popolazione.
    Si pensi che tante persone dormono su materassi in lattice

Rispondi