Firenze, Storia
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Principi a Lilliano

Non sempre per amore, i principi si dovevano sposare soprattutto per dovere.

Eleonora Luisa Gonzaga, figlia del Duca di Mantova, fu mandata a Firenze per sposare il principe Francesco Maria dè Medici, fratello di Cosimo III. Ma costui, era diventato cardinale e viveva comodamente nella sua Villa di Lappeggi.

Quando gli fù fatto capire di dover rinunciare alla porpora per motivi dinastici, non fece salti di gioia.

Francesco Maria aveva una vita agiata, privilegiata e godereccia che gli conveniva com’era. Per prendere la decisione di sposarsi, andò a meditare a Lilliano. Era la fattoria attinente alla Villa di Lappeggi.

D’accordo con il fratello, il Granduca Cosimo III, fece risistemare Lilliano perché fosse degna di lui.

Ordinò che fossero affrescati l’ingresso e la cappellina, aggiunse vasche e fontane per abbellire il giardino. Fece decorare anche una stanza d’angolo, rivolta a Sud, calda, con scene giapponesi che potessero rallegrarlo. In quel salottino lui amava prendere il tè, la cioccolata, il caffè. Tutte raffinatezze esotiche che gli arrivavano da lontano. Usava servirsi di un preziosissimo servizio da tè cinese, dorato, degno di un principe, ma che lui metteva nel novero delle sue “scarabattole”.

La stanza giapponese vide le meditazioni del principe-cardinale, il quale, per la famiglia, per il nome, e perché non si estinguessero i Medici, finalmente acconsentì al matrimonio.

Ma si dice che Francesco Maria dè Medici non fosse per nulla avvenente e che la giovane duchessina appena arrivata da Mantova non consumò volentieri il matrimonio. Anzi, si fece proprio pregare. Ma dovette capitolare, anche lei, per le pressanti questioni dinastiche. Il Granducato di Toscana rischiava di rimanere senza un principe regnante.

Per una curiosa ironia del destino, dal matrimonio tra Francesco Maria dè Medici ed Eleonora Luisa Gonzaga non nacquero eredi. Francesco Maria morì due anni dopo essersi sposato e la dinastia medicea terminò.

Ma Lilliano e la stanza del cioccolato ne conservano la memoria.

Melissa Pignatelli

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