Antropologia, Bali, Cultura
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La Lotta dei Galli a Bali

La Lotta dei Galli a Bali

La Lotta dei Galli a Bali

“Bali, soprattutto perché è Bali, è un luogo molto studiato”.

Una delle frasi più sincere sul perché della scelta di studio antropologico di un paese.

Famosissimo nell’ambiente anche il suo autore, Clifford Geertz, fà notare che di Bali è stato studiato proprio tutto. Dalla mitologia all’arte, dai rituali all’organizzazione sacra, dai modelli pedagogici alle forme giuridiche, senza dimenticare tutte le forme di trance. Ma lui, perché è lui, ha individuato un aspetto che a nessuno era venuto in mente di studiare.

La lotta dei galli.

“Una ossessione popolare di straordinaria potenza, la rivelazione dell’essenza balinese”, osserva Geertz che prosegue con un paragone, “cosi come molto dell’America affiora in un campo da gioco, cosi molto di Bali affiora in un ring per galli. Perché solo apparentemente vi combattono dei galli: in realtà sono uomini”.

Noto che in inglese la lotta dei galli si dice “Cockfight”, laddove la parola “cock” è la stessa che si usa per indicare i genitali maschili.

E prosegue Geertz in Interpretazione di Culture, “Per chiunque sia stato a Bali per un certo periodo di tempo, è indubbia la profonda identificazione psicologica degli uomini balinesi con i loro galli. La corrispondenza simbolica qui è voluta: funziona esattamente allo stesso modo in balinese come in inglese, fino al punto di produrre gli stessi stanchi scherzi, i giochi di parole forzati, e le oscenità scontate”.

Anzi, “Bateson e Mead hanno perfino suggerito che, in accordo con la concezione balinese del corpo come di un insieme di parti animate separatamente, i galli sono visti come dei peni distaccabili, operanti da soli, genitali ambulanti con una loro propria vita. E sebbene io non possieda il tipo di materiale inconscio per confermare o smentire questa idea affascinante, il fatto che siano simboli maschili per eccellenza è praticamente indubbio e, per i balinesi, palese come il fatto che l’acqua scorre verso il basso”.

E così Clifford Geertz propone una delle più forti comprensioni della società balinese. Certo non è che una sua “interpretazione”, qualcosa che lui stesso ha cercato di capire in quel groviglio di stimoli che è il suo campo di ricerca, Bali.

Ma è anche vero che pensare di comprendere partendo dalle proprie interpretazioni può condurre in luogo dove “dall’interpretazione dell’interpretazione” non rimane nulla di oggettivo.

Il Gallo Balinese

© Photographs by Eric Lafforgue on Bali

Melissa Pignatelli

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