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La Poesia dell’Islam

Layla e Majnun miniatura.

Layla e Majnun miniatura.

“Ti dona molto, sì, quel tuo vestito rosso;

è però il taglio perfetto

di netta ebbra statura

che oltre ogni tua veste

sapore d’artificio dona a te.

Queste labbra di zucchero e di sale

fan dir senza violenza a chi le vede:

coppiere, il vino rosso è qui concesso,

assoluta canonica licenza.

Bozzetti, aste di prova, modellini,

quei cipressi in giardino tesi in fila:

stilo divino, e stile,

su quelli hanno tracciato

snellezza di statura alta per te.

T’imploro, sfioro incanti

con i toni più morbidi e sottili:

la pietra intenerisce, e la magia

non per l’ombra di una fola

ha fascino su di te.

Coltivano l’intento di vedermi

mansueto e obbediente altre gazzelle,

e tu, Leyla, davvero, alla fin fine,

non hai bisogno d’un Majnun per te?

Per una notte almeno a quella luce

illumina il palazzo del mio occhio:

cielo, offerta benevola del giorno

la chiazza variegata sia per te.

Da quando aspiri a quella sola vetta,

non valgono Qawsi, mille cipressi

un verso tuo rifiutato”.

Molto ti dona di Qawsi Tabrizi, incerta personalità appartenente a una famiglia di poeti in lingua turca azerbaigiana, forse protetto dai principi di Ganja fra il 1766 e il 1776, in Poesia dell’Islam, Sellerio Editore, 2004.

Melissa Pignatelli

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