Firenze, Giappone, Mostre
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Pitti Giappone

Mario Cavaglieri (1887-1969)

Mario Cavaglieri (1887-1969)

Ovvero Palazzo Pitti incontra il Giappone, che ospita in mostra per tre mesi, fino al 1 luglio 2012.

Interessante la scelta di divulgare il “giapponismo”, ovvero l’influenza della cultura giapponese sulle arti italiane, nelle opere presentate nella Galleria d’Arte Moderna.

Il Giappone fu ‘scoperto’ dagli occidentali in tutte le sue sfaccettature solamente nell’Ottocento: l’arcipelago estremo-orientale, infatti, era rimasto consapevolmente isolato dal resto del mondo per oltre due secoli, aprendosi soltanto verso il 1860.

Artisti europei ed italiani trovarono nell’arte giapponese, e in particolare nelle xilografie policrome di artisti come Utamaro, Hokusai e Hiroshige, una fonte di ispirazione stilistica e tematica per rinnovare il proprio linguaggio.

Così al pari  di altri avanguardisti europei come Whistler, Manet, Degas, Van Gogh, Gauguin e Monet molti importanti artisti italiani, partendo da De Nittis ai Macchiaioli Fattori e Signorini, da De Pisis a Cambellotti, da Michetti a Balla, da Boldini a Cavaglieri, lasciarono trasparire l’influenza del Giappone nelle loro opere.

Anche manifatture del tempo, come la Richard Ginori, le vetrerie di Murano e le ceramiche di Galileo Chini si lasciarono sedurre dal sofisticato paese del Sol Levante.

Una sezione particolarmente suggestiva è quella dedicata al Giapponismo nel teatro italiano: temi giapponesi caratterizzano infatti due opere, l’Iris di Mascagni e la Butterfly di Puccini.

Melissa Pignatelli

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