Geografia, Italia, Tecnologia
Leave a comment

Il Faro

Il Faro di Patresi

Il Faro di Patresi

Due delle Sette meraviglie erano fari: il Colosso di Rodi e il Faro di Alessandria d’Egitto. Quest’ultimo, costruito su un’isolotto di nome nome Pharos “Φάρος” davanti alla città di Alessandro Magno, generò la parola ‘faro’ nelle lingue di origine greca e latina.

Il ‘faro’ ardeva di notte per segnalare la costa ai naviganti, i pericoli o l’entrata dei porti. La luce veniva dalla legna che ardeva, alta. Archimede si inventò un sistema di specchi per amplificarne la portata fino a trenta miglia.

Nell’età moderna la bussola e altri marchingegni si aggiunsero per guidare le rotte dei natanti.

Il Regno delle Due Sicilie fu il primo stato in Italia ad avere una rete moderna di fari e dopo il 1860,  il neonato Regno d’Italia affrontò in modo sistematico l’illuminazione dei suoi 8000 chilometri di coste, costruendo molti nuovi fari.

Molte furono le evoluzioni dei sistemi illuminanti e da Wikipedia leggiamo un pezzetto di questa storia: ” La sfida tecnologica era aumentare la luminosità dei fari. A tal fine un passo importante fu costituito dal bruciatore circolare inventato nel 1782 dal fisico svizzero Aimé Argand, con 10 stoppini alimentati ad olio con un’autonomia di 10 giorni e con un sistema di evacuazione dei fumi per rendere la luce più visibile. Tale sistema luminoso fu subito introdotto anche in America. Altre ricerche furono indirizzate a potenziale la luce, come quello proposto alla fine del Settecento dallo svedese Jonas Norberg con un sistema di specchi parabolici rotanti ad azionamento manuale. Altro importante passo fu una modifica alla lampada di Argand proposta dal francese Bertrand Carcel (1750-1812), che rimase in uso fino alla introduzione delle lenti di Fresnel.

Nel 1822 Augustin Jean Fresnel progettò una lente a rifrazione innovativa, capace di aumentare notevolmente la luminosità dei fasci luminosi proiettati. La pesantezza di tali lenti ne rendeva però problematica la rotazione. Fresnel ovviò a tale problema progettando un meccanismo basato su galleggianti in un bagno di mercurio. La pericolosità di tale sistema portò poi a sostituirlo con meccanismi con ingranaggi e cuscinetti a sfere. Le lenti di Fresnel, modificate e alleggerite, attrezzano ancora oggi la quasi totalità dei fari del mondo”.

Dopo le lampade a incandescenza, quelle elettriche, quelle alogene e infine quelle a Led, i fari sono dei punti luminosi automatizzati, gestiti a distanza.

Rimane però la curiosità per questi posti di vedetta maestosi e raccolti, discreti e prominenti che, senza apparire molto, indicano la via.

© MP 2012
Melissa Pignatelli

Rispondi