Viaggi
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Il Viaggio

Il Viaggio © by Libero Api

 

Il Viaggio © by Libero Api

 

Molto prima che si diffondesse in Europa la moda del Grand Tour, alcuni uomini, animati da sete di conoscenza e spirito di avventura, realizzarono viaggi  precursori e annunziatori di tempi nuovi. A questa esplosione del vecchio modo di concepire la vita contribuì non poco il libero pensiero, categoria della mente che già si legge  in Montaigne.

Per il libertino, il mondo è un libro immenso a portata di mano, che si rivela nelle sue vere forme e postula la sostituzione totale dei valori correnti. Per il libertino, la gente che ragiona ancora secondo i vecchi schemi è fatta di “ingenui” ai quali è ormai venuto il tempo di “aprire gli occhi”. Ecco perché il libertino, non quello settecentesco ma il libero pensatore che lo ha preceduto, viaggia e non può fare a meno di viaggiare: deve conoscere il mondo nei suoi aspetti più singolari e segreti, deve costruirsi con la nuova conoscenza le sue esclusive categorie interiori, deve conquistare la libertà attraverso l’esplorazione dell’esistente che è la sola realtà “solida” che egli possa riconoscere.

«È del poeta il fin la meraviglia», diceva Marino, e in tali parole ritraeva tutta l’esigenza di novità che pervadeva il suo tempo, tutta la voglia di avventura, tutto il fascino dei nuovi liberi orizzonti: gli orizzonti, appunto, del libertino.

E il pensatore, il viaggiatore, il libertino delle lettere, riunito attorno a Diderot e d’Alembert nel lavoro ‘classificatorio’ del sapere e della conoscenza ha iniziato poi un altro viaggio. Quello del “Viaggio della Ragione”,  per la trasmissione delle idee.

© Melissa Pignatelli e Cirvi.it, Centro Interuniversitario sul Viaggio in Italia, Torino.

© Fotografia di Libero Api

Melissa Pignatelli

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