Arte
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Bizhan Bassiri e il Movimento Magmatico.

Bizhan Bassiri, La Battaglia, Palazzo Vecchio, Firenze, 2014. Foto by Melissa Pignatelli

 

 

IL MAGMATISMO
Manifesto del Pensiero Magmatico (1986-2000)
Bizhan Bassiri

Trovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono somme animali.

1. L’immagine precede la conoscenza.
2. Non porta con sé nessuna condizione psicologica.
3. Il tempo e la storia sono assenti.
4. Cresce dalla terra primordiale.
5. L’artista contempla in condizione eterna.
6. Il vulcano sole contiene la creatività inarrestabile.
7. Il sole è in condizione pura e la sua eterna vita, come la mente creativa, è priva di ogni senso di conservazione.
8. La luce proviene dall’interno dell’opera.
9. L’esplosione avviene in piena forza e in seguito l’energia si materializza e riesplode all’infinito.
10. L’esistenza dell’opera d’arte nel mondo è meteorite proveniente dal cosmo, non appartiene alla terra ma le appare.
11. Il tessuto dell’opera d’arte magmatica è un tessuto organico. La minima parte contiene la stessa qualità ed energia dell’opera nella sua totalità.
12. La forza divina e quella devastante sono contenute all’interno dell’opera.
13. Il corpo dell’opera è un corpo chiuso e si dilata nello spazio metafisico.
14. Non nasce per il bene o il male dell’umanità o per la critica ad essa: il suo unico scopo è la riuscita nell’estrema sottigliezza e il sollevarsi fuori da ogni perturbazione.
15. L’opera non si riflette nello specchio del mondo ma nel suo proprio. In ogni attimo che si crea la condizione specchiante nasce un’immagine che rivela una coincidenza, creando un paesaggio mentale che salta fuori dalla testa. Si dilata vertiginosamente la possibilità dell’intuizione e della coincidenza fortunata, fino alla più alta combinazione della fortuna: 6-6.
16. I dadi da gioco vanno da 1 a 6, su 6 lati. La combinazione tra di loro stabilisce una quota di fortuna, le parti mancanti restano come invase dalla vita mortale e destinate alla caduta. Tra 2 contendenti vince chi ha la combinazione più alta. Più alta è la combinazione più pura appare la fortuna, fino al numero 6-6.
17. I dadi della sorte portano il 6 su 6 lati e aprono la partita a una combinazione immutabile, come l’arte e le sue regole fondamentali che non cambiano mai, da sempre.
18. Nel pensiero magmatico sparisce l’oggetto e la materia trova la propria immagine.
19. L’immagine sovrana resta senza subire il tempo, di esso si nutre e ringiovanisce.
20. L’opera d’arte cessa di esistere nel momento dello sconfinamento nel vero.
21. Il problema dell’arte visiva è visivo.
22. Tutti i nostri 5 sensi anticipano il pensiero. L’opera non può nascere come illustrazione o realizzazione di un progetto. Ciò significherebbe entrare per ultima nella scala degli eventi.
23. L’opera riuscita resta a guardare. Non dà la soluzione, è un emblema che più lo si scava e più aumenta la possibilità di scavare. Da questo continuo scavare nascono le varie discipline della conoscenza: filosofia, sociologia, psicologia, antropologia, politica, teatro, cinema, moda, architettura, cucina, chimica, fisica, matematica, ingegneria, medicina, chirurgia plastica, trapianto degli organi…fino all’estrema ricerca dell’immortalità.
24. L’immortalità è verificabile solo con la morte. L’immortale è seppellito all’interno dei valori creati da sé.
25. Gli artisti restano nel cielo dell’umanità, come gli astri, a orientare chi ha il desiderio di alzare la testa.
26. Negli abissi e nei rilievi dell’immaginario, pensare alla vita degli oggetti è possibile solo nel mondo dell’arte.
27. La sua forma è la conseguenza della natura che la compone e le motivazioni che la generano restano quelle di sempre: anticipare la ragione e la volontà.
28. L’artista sottostà alle leggi della trascendenza finché l’opera non gli appare.
29. L’infinito non può avere l’intenzionalità e non può contenersi.
30. Nel caso delle religioni, la manifestazione della vita dell’inanimato è annunciata dal miracolo. Se il miracolo accadesse per la sua stessa natura di sorgente, nato da una ragione inspiegabile, continuerebbe all’infinito precipitando in sé tutto quello che lo circonda come una voragine.
31. Nulla nasce dal nulla.
32. Il sogno, il respiro e il colorito sul volto distinguono l’addormentato dal morto.
33. Le riflessioni piovute dall’alto con sufficienza evaporano seduta stante.
34. Nel diluirsi del moderno, sempre di più è costante la densità del vino nelle vene della terra che nutre eterna ebbrezza di Polifemo.
35. Le battaglie vanno affrontate a sangue caldo: così le ferite guariscono senza dolore.
36. Disorientare resta all’orizzonte dell’opera magmatica.
37. Lo specchio, nel pensiero magmatico, si rivela sorgente della luce e si sottrae dalla funzione speculare.
38. Non tutti gli uomini sono artisti.
39. Il gioco degli scacchi mette in moto due funzioni. Una, raffreddare le emozioni. Due, aumentare la concentrazione nelle regioni del cervello portate al calcolo, alla prevenzione, alla salvaguardia della propria pelle e al raggiungimento della sconfitta dell’avversario. Per il pensiero magmatico giocare a scacchi è il più lontano dei giochi dalla vita dell’arte.
40. La spada si erge dalla terra lavica assottigliandosi e addensa in sé la resistenza verticale.

 

Fonte: Il Manifesto del Pensiero Magmatico di Bizhan Bassiri in tesi laurea di Melissa Pignatelli:

Il Canto del Drago. Etnografia, arte, poesia: prove per un’antropologia dialogica, Università di Firenze, 2002.

Per saperne di più:

Video: Bizhan Bassiri, Evaporazioni Rosse, regia e montaggio di Marco Guelfi.

ArtribuneTV: Bizhan Bassiri ai Martedì Critici al Chiostro del Bramante, a Roma, con Roberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Intervista a Bizhan Bassiri di Ivo Nardi, su riflessioni.it. 

Bizhan Bassiri, Opera in Blu, 2011 (pesce)Bizhan Bassiri, Opera in Blu, 2011;  fonte fotografica Exhibart.com qui.

Un lavoro di Bassiri che raffigura il momento originale della sua visione sul Vesuvio (Pignatelli, dati di ricerca, 2002).

Melissa Pignatelli

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