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Milano, selezione per Expo 2015.

“Qualche decennio fa a Brera c’erano i salotti buoni. Tutta gente che mi sono guardata bene dal frequentare.

A Brera c’era un bar molto animato. C’era una signora, una grande maga della Milano bene. Si chiamava Violetta Besesti. Era una gran bella donna e faceva l’astrologa nei quartieri alti.

Tutto il quartiere era molto vivo. C’erano le sorelle Fontana, grandi sarte, che quando facevano i saldi, tentavano in tutti i modi di farmi entrare in un loro abito a tubino; io, che sono sempre stata grassottella, mi sentivo scoppiare in quelle loro linee magre e aderenti. Non ci stavo proprio in quei loro abitini e loro continuavano a dirmi “Dai che te va ben”.

Tuttavia era un quartiere dove capitavo raramente, perché andavo a lavorare in via Verdi, dove c’è la Scala. Lì ho passato dodici anni nello studio di quello che allora era uno dei migliori avvocati di Milano. Ho imparato lì a scrivere. Perché gli avvocati erano degli ottimi scrittori; con loro si imparava la precisione della scrittura, l’attenzione ai particolari.

Via Montenapoleone e Piazza della Scala sono rimaste sempre i posti più eleganti di Milano. Così come la Galleria è il suo salotto buono, niente a che vedere con i Navigli”.

Alda Merini (Milano, 21 novembre 1931 – Milano, 1° Novembre 2009)

Brano selezionato da “Canto  Milano” di Alda Merini, Pietro Manni editore, Lecce, acquista qui.

Fotografie di Milano di Bernardo Ricci-Armani, guarda tutto l’album qui.

Melissa Pignatelli

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