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“Mai più guerre”

 

Con la chiusura della mostra su Picasso a Palazzo Strozzi a Firenze, era tornata viva la riflessione dell’artista spagnolo sulla guerra, riproposta per bambini da una pubblicazione speciale voluta da James Bradburne, il direttore uscente del Museo.

Pablo Picasso stava lavorando a un murale per l’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937 quando lesse – su Libération – il resoconto di George Steer del bombardamento di Guernica, piccolo villaggio basco, a opera di aerei da combattimento tedeschi e italiani su richiesta delle forze nazionaliste spagnole.

Raffica di bombe da 450 chili, 3000 proiettili incendiari in alluminio, picchiate dei caccia sul centro della cittadina.

Il 26 Aprile 1937, Guernica fu completamente distrutta da 3 ore e un quarto di bombardamenti aerei.

Dopo aver letto l’articolo, Picasso si dedicò alla realizzazione della tela diventata poi famosa con il nome di Guernica. In mostra, e nell’illustrazione di questo articolo, uno dei tantissimi bozzetti preparatori (qui una mamma) dove l’artista studia la tragedia, l’assurdo, il dolore, delle bombe e delle guerre.

Durante la seconda Guerra Mondiale, il 3 Dicembre 1938, Martha Gellhorn scrive a Eleanor Roosevelt:

“L’animale umano mi sfugge. Di certo anche gli uomini sugli aerei hanno famiglia, e gli uomini che affondano le navi di aiuti hanno famiglia, e i signori della guerra hanno figli che potrebbero restare uccisi, ma tutto questo non sembra influenzarne seriamente il comportamento”.

Nel librino”Mai più guerre” pensato per accompagnare la mostra, leggiamo ancora il racconto del bombardamento di Dresda nel 1945 fatto da un bambino di 10 anni, Lothar Metzger:

“Dopo qualche minuto sentimmo un rumore orribile: i bombardieri. C’erano esplosioni continue. Lo scantinato si riempì di fumo e fuoco e fu danneggiato; saltò la luce, i feriti lanciavano grida atroci. Spaventati a morte ci precipitammo fuori dallo scantinato.

La nostra strada era irriconoscibile. Ovunque fuoco, nient’altro che fuoco. Per strada c’erano veicoli incendiati e carri pieni di rifugiati, persone, cavalli, e tutti gridavano per paura di morire. Vidi donne, bambini e anziani feriti aprirsi varchi tra le macerie e il fuoco. Non si può descrivere!

Un’esplosione dopo l’altra. Era una scena incredibile, il peggiore degli incubi.

Tutte quelle persone orrendamente bruciate e ferite. Respirare era sempre più difficile. Faceva buio e tutti cercavamo di lasciare lo scantinato in un panico inconcepibile. La gente calpestava i morti e i moribondi, abbandonava le valigie o se le vedeva strappare di mano dai soccorritori. Vedemmo la strada in fiamme, gli edifici devastati e quell’incendio terribile.

Mia madre ci mise addosso coperte e cappotti bagnati presi da una tinozza d’acqua. Vedemmo cose orribili: adulti rattrappiti dalle fiamme, pezzi di gambe e braccia, cadaveri, intere famiglie carbonizzate, torce umane che correvano qua e là, autobus di rifugiati civili bruciati, soccorritori e soldati morti, gente che chiamava e cercava figli e parenti, e ovunque fuoco, solo fuoco, e per tutto il tempo il vento caldo dell’incendio respingeva la gente nelle case in fiamme da cui cercava di fuggire. Non posso dimenticare questi dettagli atroci.

In tutta quella tragedia mi ero completamente scordato del mio decimo compleanno. Ma il giorno dopo mia madre mi fece una sorpresa, un pezzo di salsiccia elemosinato dalla Croce Rossa.

Fu il mio regalo di compleanno”.

 

Melissa Pignatelli

Fonte testi:

Mai più guerre. I conflitti armati visti con gli occhi dei bambini 1914-2014, a cura di James M. Bradburne, per Fondazione Palazzo Strozzi,  realizzazione editoriale La Mandragora.

Acquista la pubblicazione, link qui.

La mostra di Picasso chiude il 25 gennaio 2015. Eccezionalmente gli ultimi 4 giorni (22,23, 24, 25 gennaio la mostra resterà aperta fino alle 23- chiusura della biglietteria alle 22).

Tutte le informazioni utili su “Picasso e la Modernità Spagnola” a Palazzo Strozzi qui.

Illustrazione:

Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) Testa piangente (VI). Post scriptum a “Guernica” 13 giugno 1937, matita, gouache, matite colorate su carta telata, mm 291 x 231. Collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, Legato Picasso, 1981, DE00096

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(Articolo pubblicato per la prima volta il 20 Gennaio 2015)

Melissa Pignatelli

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