Arte, Mostre
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I Macchiaioli.

In mostra a Pavia settanta tele provenienti da collezioni pubbliche e private che raccontano un’epoca notevole della pittura italiana, quella del gruppo dei “Macchiaioli”, artisti toscani che dipingevano tra Firenze, Castiglioncello, la Maremma, Livorno; e che sono coevi dei più famosi cugini d’oltralpe ovvero gli “Impressionisti”.

Per il successo rincontrato, la mostra, che doveva chiudere il 20 Dicembre 2015 è stata prorogata fino al 31 Gennaio 2016. Scopri una selezione delle opere in mostra a Pavia, al Castello Visconteo.  

Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa e diventa ben presto punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero.

Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli accademici, viene successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarna perfettamente la filosofia delle loro opere.

Obiettivo della mostra è quello di indagare i protagonisti e l’evoluzione di questo importante movimento, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana. Il punto di vista adottato racconta nello stesso tempo l’importanza storico artistica del movimento, i suoi rapporti con la scena francese, le novità tecniche introdotte dai pittori del gruppo, ma anche la quotidianità della vita al Michelangelo, seguendo il filo dei racconti, degli scritti, delle lettere lasciate dai protagonisti. Un modo di narrare la vicenda poco consueto, che appassionerà anche il pubblico meno esperto.

I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangiolo, Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, Viale XI Febbraio, Pavia.

Informazioni e prenotazioni
scuderiepavia.com | info@scuderiepavia.com
Tel: +39 0382 33676
www.vivipavia.it

Prepara la tua visita ascoltando la presentazione della curatrice, Simona Bartolena.

La Redazione

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