Arte, Mostre
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James Tissot

Jacques Joseph Tissot (Nantes, 1836 – Buillon, 1902), figlio di un commerciante di stoffe (Marcel Théodore) e di una modista disegnatrice di cappelli (Marie Durand) – da qui la sua accortezza per i dettagli dei vestiti – si colloca all’interno della corrente del Realismo sviluppatasi in Francia nel 1840, accanto a Courbet, Daumier e Millet. Il nome francese, naturalizzato inglese, sintetizza gli influssi storico-artistici della sua stessa arte.

Al principio i suoi quadri, prevalentemente di carattere storico, risentono dell’influenza della scuola olandese e, accolti benevolmente dalla critica, esposti al Salon del Louvre nel 1859. Presto Tissot cambia però il soggetto delle sue opere, dedicandosi alla rappresentazione di ambienti e personaggi della Parigi mondana, esprimendo magistralmente il fascino femminile.

La sua precisione è così realistica da far apparire i suoi ritratti come fotografie: costumi e accessori, sono resi con dovizia e ricchezza di particolari, e rivelando i gusti dell’aristocrazia, ostentano lo status sociale dei suoi soggetti. È questa l’epoca in cui Tissot, fedele agli insegnamenti di Ingres e in sintonia con i futuri impressionisti, si libera della tradizione francese e si fa esempio della modernità nonché emblema dell’atmosfera intellettuale che lo circonda, affermandosi come uno dei ritrattisti più talentuosi della sua generazione.

I suoi quadri diventano i soggetti per copertine di libri e riviste. Nel 1873 Tissot decide di trasferirsi a Londra per lasciarsi alle spalle gli orrori di Parigi dopo la guerra franco-prussiana e l’assedio della città (1870-71), e fuggire alle feroci esecuzioni di massa che avvenivano proprio vicino la sua casa.

Egli accetta alcune committenze offertegli da amici in Inghilterra, producendo opere pensate appositamente per il mercato inglese, da vendere ed esporre. A Londra si avvicina alla tecnica dell’acquaforte: disegna caricature, dipinge ritratti e soggetti caratterizzati dalla fedeltà realistica e dalla morbida resa cromatica. Inizia a dipingere eventi sociali, gli ambienti e i personaggi, venendo però spesso tacciato di eccesso di precisione realistica.

Sempre di questi anni (1876) è l’incontro con Kathleen Newton, giovane donna irlandese con alle spalle una storia di adulterio che, dopo aver divorziato dal marito Ufficiale dell’Esercito Inglese, una volta tornata a Londra, era stata esclusa dalla buona società vittoriana.

Kathleen diventa modella e amante di Tissot che, per amor suo, trascura i salotti londinesi. Malata di tisi, Kathleen muore suicida nel 1882. Tissot non si riprenderà mai più della sua perdita: vende la casa di Londra ad Alma-Tadema e torna a Parigi. La crisi mistica che deriva dal lutto per Kathleen segna la sua arte: la definitiva conversione al cattolicesimo lo porta a passare il resto della sua vita a illustrare la Bibbia e a viaggiare per dieci anni in Medio Oriente e in Palestina. Rientrato in Francia, lavora a una serie di soggetti del Vecchio Testamento che non porterà mai a termine: 80 di queste opere saranno esposte a Parigi nel 1901, un anno prima di abbandonare improvvisamente il mondo nell’agosto del 1902.

 

James Tissot, Roma, Chiostro del Bramante, a cura di Cyrille Sciama, fino al 26 Febbraio 2016. SITO della mostra clicca qui  INFO E PRENOTAZIONI T +39 06 916 508 451
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8 Sezioni tematiche presentate in mostra, questa del Chiostro del Bramante a Roma è la prima grande mostra in Italia su Tissot.

 

In mostra nella quinta sezione – Il volto ideale di Kathleen Newton
In esilio volontario, Tissot possiede una marcata sensibilità per le questioni sociali dell’epoca: nonostante l’agiatezza e l’egoismo spesso biasimato dai contemporanei, ha saputo mostrarsi sensibile nei confronti delle classi svantaggiate, dei poveri e delle donne di cui è stato un acuto osservatore. Innamoratosi di Kathleen Newton, irlandese divorziata dalla bellezza mozzafiato, la accoglie con i suoi due figli nella casa di Saint John’s Wood, che si trasforma così in un nido familiare. Kathleen diventa la musa di Tissot e interpreta per il pittore – posando secondo precisi parametri – la figura della donna misteriosa (La lettura nel parco, 1881) o malinconica (Sulla riva del mare, 1880), la donna nelle mani del destino (La convalescente, 1880-1882) o la seduttrice orgogliosa della propria femminilità (Signora con l’ombrello, 1878-1880). Sono questi gli anni (1875) in cui Tissot si rivolge all’incisione. Frequenta l’Hanover Square Club di Londra dove incrocia gli incisori Frederick Goulding e Seymour Haden ma anche l’italiano Giuseppe de Nittis che fa parte della nuova generazione di artisti a cavallo fra Parigi e Londra e che – come Tissot – esalta fino al lirismo lo spettacolo delle eleganze femminili e parigine, e la speciale atmosfera, fine e cangiante, di quegli ambienti dell’alta società. In mostra – nella quinta sezione – cinque opere di questo grande artista tra cui Signora di spalle in giardino (1883), Signora in giardino (1883) e Sulla neve (1875), a raccontare la penetrante personalità di Giuseppe De Nittis, il « pittore delle parigine », come lo consacrerà la critica francese a lui contemporanea, e approfondire il clima sociale oltre che mondano, ispiratore dell’arte di De Nittis e di Tissot.

James Tissot, La Dame à l'ombrelle (Mrs Newton), 1878/1880. Huile sur toile. Francia, Gray, Musée Baron Martin. © cliché Studio Bernardot – Musée Baron Martin – France

James Tissot, La Dame à l’ombrelle (Mrs Newton), 1878/1880. Huile sur toile. Francia, Gray, Musée Baron Martin. © cliché Studio Bernardot – Musée Baron Martin – France

 

La Redazione

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