Antropologia, Tradizioni
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Buscemi, il paese-museo del saper fare contadino

Entrare a Buscemi, paesino dell’altipiano ibleo in provincia di Siracusa, significa entrare in un museo diffuso che ricorda ai visitatori, ai giovani, com’era organizzata la vita contadina, i suoi tempi, il suo saper fare, la sua manualità e la connessione profonda tra l’uomo, la produzione di cibo ed i cicli della natura.

Le prime notizie storiche di Buscemi provengono dal famoso geografo arabo, Idrisi, vissuto tra il 1100 e il 1166 che la riporta con il nome di Qal’at Abi Samah (la rocca di Abu Samaha, ossia di “que del neo”), poi successivamente denominato Abu Xamah, Abuxama, e da alcuni corroto in Abisama, latinizzato nel periodo normanno in Buxemma e Bussema. Se le radici di Buscemi risalgono al periodo bizantino, è nel tardo ‘600 che ha origine l’organizzazione del paesino arrivata fino a nostri giorni.

Ma dopo l’esodo dal mondo contadino degli anni Sessanta e Settanta, Buscemi, con i luoghi dedicati alle varie attività della vita lavorativa e sociale, avrebbe probabilmente conosciuto una  trasformazione distruttiva se Rosario Acquaviva e un gruppetto di volenterosi non fossero intervenuti a mantenere l’identità del luogo.

L’idea fu quella di preservare la memoria dell’organizzazione sociale dell’ambiente rurale, delle sue stratificazioni, organizzando un museo a cielo aperto dove, ancora oggi, si vedono e si visitano le case delle diverse arti e botteghe necessarie in un paese per la vita di tutti i giorni. Si è così portata avanti un’idea di, si legge nel sito del paese-museo , “recupero museale attraverso il mantenimento del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, secondo una visione ecologica nel senso proprio, etimologico, del termine, conservando e valorizzando gli stessi nella realtà in cui si sono depositati e stratificati i rapporti di produzione, le strutture, nell’ambiente, quale dimora dell’uomo, con i suoi segni e le forme del tempo”.

A Buscemi ancora, l’itinerario-passeggiata “consente di mettere a confronto passato e presente con le case di pietra di ieri e quelle di oggi, con la presenza ancora degli attori di questo passaggio, con le testimonianze stratificate e ancora leggibili del rapporto uomo-ambiente-lavoro, caratterizzato, quest’ultimo, da una quotidiana pendolarità, che comportava allora, così come oggi, naturalmente con mezzi differenti, il percorrere giornaliero di decine di chilometri per poi fare ritorno la sera a casa”.

Il paese era dunque il fulcro della vita affettiva, degli amori, amicizie ed inimicizie, che componevano ed accompagnavano il quotidiano svolgersi dell’attività umana durante la semina, la coltivazione e la raccolta del grano, la cura e la raccolta delle olive e dell’uva ed era anche il posto dove si procedeva alla trasformazione dei prodotti agricoli in materie prime alimentari attraverso l’uso di strumenti come frantoi e palmenti. La successiva trasformazione degli alimenti in cibo, ad esempio il pane, che si cuoceva una o due volte la settimana a seconda degli abitanti, era un compito femminile, dove il lievito veniva custodito e passato tra le donne che si davano il turno al forno per cuocerlo.

Molte di queste testimonianze che si vivono dal vero visitando Buscemi, partecipando ai laboratori, mettendo “le mani in pasta” direttamente sulle macine, sarebbero state distrutte se Rosario Acquaviva non avesse realizzato questo museo diffuso.

Melissa Pignatelli

Articolo a sostegno della candidatura di Rosario Acquaviva per il premio Bianchi Bandinelli proposto dal prof. Pietro Clemente (leggi sotto chi era Rosario Acquaviva).

Sostieni subito la candidatura di Rosario Acquaviva per il premio Bianchi Bandinelli scrivendo una email entro il 15 gennaio 2016 a premiobianchibandinelli@gmail.com. (Esempio: sostengo la candidatura di Rosario Acquaviva per il Premio Bianchi Bandinelli 2015, una breve motivazione e la tua firma e qualifica.)

L’Associazione  e il premio Ranuccio Bianchi Bandinelli

Tutti i link per visitare Buscemi ed organizzare gite didattiche, cliccare qui.

Per informazioni scrivere a: museobuscemi@outlook.it

 

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Chi è Rosario Acquaviva?

di Pietro Clemente

Rosario Acquaviva, progettista e responsabile scientifico della struttura museale diffusa “I luoghi del lavoro contadino” avente sede a Buscemi, e Ispettore Onorario per le competenze in materia di Beni di interesse etnoantropologico nel territorio di Siracusa, è stato ed è protagonista di un grande lavoro di documentazione, tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della cultura contadina e popolare iblea.

Ha creato l’Associazione per la conservazione della cultura popolare degli Iblei, e, in collaborazione con altri, la Rete museale etnografica iblea. Il suo lavoro di salvaguardia di edifici storici, di documentazione visiva di processi lavorativi con la creazione di un centro di documentazione visiva della cultura popolare iblea, di responsabile e guida dei musei dell’area iblea, di scrittore di testi sulle tradizioni iblee, è stato alla base del riconoscimento da parte della Regione Sicilia dell’itinerario etnoantropologico intercomunale che si svolge tra Buscemi (SR) e a Palazzolo Acreide(SR) denominato “ I luoghi del lavoro contadino” , luoghi (frantoi, palmenti, mulini…) dichiarati di interesse etnoantropologico particolarmente importante e sottoposti a tutte le prescrizioni di tutela: http://www.museobuscemi.org/.

Rosario Acquaviva ha fatto un lavoro di grande rilievo, spesso solitario e controcorrente, per salvare un patrimonio vivo di edifici e di saperi di una area ampia del territorio della provincia di Siracusa, in dialogo con la Casa Museo di Palazzolo Acreide creata, tra le prime in Italia, da Antonino Uccello, scrittore, poeta, ricercatore delle tradizioni popolari. Nonostante il riconoscimento della Regione Sicilia l’attività de I luoghi del lavoro contadino è fortemente precaria, sia per la mancanza di risorse e sostegno dei comuni, sia perché alcuni proprietari di edifici della rete cercano di sottrarli alla funzione museale senza che la Soprintendenza possa opporsi. L’impegno e la resistenza civile che Rosario Acquaviva esprime anche pagando di persona per il suo amore per il patrimonio ibleo merita un riconoscimento pubblico.

Rosario Acquaviva nel Comune di Buscemi 

Sostieni la candidatura di Rosario Acquaviva per il premio Bianchi Bandinelli scrivendo una emailentro il 15 Gennaio 2016  a premiobianchibandinelli@gmail.com. (Esempio:  sostengo la candidatura di Rosario Acquaviva per il Premio Bianchi Bandinelli 2015, una breve motivazione e la tua firma e qualifica.)

logo_museo buscemi                         Fonti:

Fotografia in evidenza di Rosemary e Bob Connelly Buscemi, in Italian Notebook link qui 

Altre fotografie del sito del Museo di Buscemi, link qui.

Sito citato nell’articolo a cura di:

Associazione per la conservazione della cultura popolare degli Iblei
Via Libertà, 10
96010 Buscemi (SR)
Telefono: +39 0931878528
Fax: +39 0931878528

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Melissa Pignatelli

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