Arte, Artisti
Leave a comment

L’Arte Pubblica di Bizhan Bassiri

Con l’installazione appena inaugurata nello spazio esterno del Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese a Roma, Bizhan Bassiri conferma la vocazione della sua arte per gli spazi pubblici. Nei suoi interventi site specific, sia all’esterno come questo Specchio Solare-Noor  a Roma, sia all’interno come nel caso de La Battaglia, esposta nel Salone dei Cinquecento a Firenze nel 2014, così come nella scultura La Bestia nella piazza di San Casciano dei Bagni, ritroviamo quella tensione che punta a fare delle sculture un catalizzatore dello sguardo, un punto attraverso il quale il pubblico entra in una diversa relazione visiva con lo spazio circostante.

Per arte pubblica si intendono quelle “attività di commissione, pratiche artistiche e campo di ricerca che hanno fatto dello spazio pubblico il luogo privilegiato di intervento. Qui l’arte punta a stabilire una comunicazione diretta tra artista e fruitore al di là di ogni mediazione colta in una prospettiva che allarga insieme scena e pubblico dell’arte” (Perelli, 2006).

Difficilmente pensabili per luoghi diversi da quelli dove nascono, le opere di Bassiri sono un concentrato nel quale si legge lo sforzo dell’artista e della sua ricerca nel mettere in relazione elementi diversi del mondo con una massima attenzione per il pubblico, inteso come persone e come spazio, con il quale egli aspira costantemente a trovare un dialogo.

L’arte di Bassiri si può definire pubblica in quanto anch’essa “porta la creatività al di fuori dei luoghi a essa tradizionalmente deputati. L’arte pubblica interagisce con il tessuto sociale e con la struttura del territorio, determinando una specifica modalità di relazione tra opera e fruitore. Nella città, l’arte si sovrappone a stratificazioni storiche ed effimere, all’architettura, all’arredo urbano, alla pubblicità e si confronta con un pubblico eterogeneo, culturalmente e socialmente” (Birrozzi e Pugliese, 2007)

Le sculture di Bassiri, non solo coagulazioni materiche estemporanee, tessono sempre una particolare trama comunicativa con l’ambiente nel quale si trovano e grazie al quale hanno preso forma, prima di tutto nella mente dell’artista. La forza che si sprigiona dal concepimento stesso dell’opera, dai dialoghi immaginabili tra lei e l’ecosistema nello spazio pubblico è tanto più densa e concentrata in quanto effimera: il suo “tempo” legato all’esposizione nel sistema museale e termina con la fine della mostra.

Quasi fossero delle “creature”, oltre che delle creazioni, le sculture di Bassiri, sono un concentrato dove si sedimenta la condizione umana, si ritrova il vagabondaggio frenetico dell’uomo stesso, il suo errare nello spazio alla ricerca di una collocazione stabile al suo agire creativo, generante, in attesa della fine, dell’ultimo giorno.

Così, coagulato nello spazio-tempo immaginato dall’artista, il dialogo dell’opera d’arte volge il suo sguardo ai passanti, ammicca al portone che rispecchia, sussurra alle fronde leggere degli alberi, s’intreccia con il brusio urbano dei numeri delle strade, l’8 il segno dell’infinito, finendo per incamminarsi con i motorini per le vie della città, evaporato nel tessuto urbano della Città Eterna.

Melissa Pignatelli

Fotografie per gentile concessione dell’artista, scatti di Giorgio Benni.

Mostra: Bizhan Bassiri, Specchio Solare  – NOOR, a cura di Bruno Corà, Museo Carlo Bilotti. Aranciera di Villa Borghese 23 Febbraio – 31 Dicembre 2016.

Promossa da:
Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
in collaborazione con
Tehran Museum of Contemporary Arts,
Fondazione VOLUME! di Roma,
AUN Gallery di Tehran
e Claudio Poleschi Arte Contemporanea di Lucca.

Fonti citate:

Lorenza Perelli,  Public Art. Arte, interazione e progetto urbano, Franco Angeli Editore,  2006.

Carlo Birrozzi e Marina Pugliese, L’arte pubblica nello spazio urbano, Bruno Mondadori Editore, 2007.

Nota biografica:

Bizhan Bassiri, nato a Tehran (Iran) nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 – 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).

BIzhan Bassiri, Noor, Specchio Solare, Museo Carlo Bilotti, Villa Borghese, ROma. Mostra fino al 31.12.2016

Melissa Pignatelli

Rispondi