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Graffiti. Arte o vandalismo?

Dovunque nel mondo proliferano graffiti, murali e tag. C’è chi li vuole cancellare, come i volontari del cosiddetto «bello», i difensori delle pareti immacolate, i tutori della pulizia murale. Ma c’è anche chi li vuole proteggere e magari staccare, perché la “street art” potrebbe avere un valore di mercato.

Qual è la posta in gioco di questa disputa? E soprattutto chi la vincerà?  In “Graffiti. Arte e ordine pubblico, Arte o vandalismo?” (Il Mulino, 2016) Alessandro Dal Lago e Serena Giordano ripercorrono la storia della scrittura murale e le ragioni sociali e culturali che hanno dato vita ai graffiti. 

Perché che ci piaccia o meno, la street art è diventata parte dello scenario urbano. In molte città in giro per il mondo si assiste ad una battaglia tra chi vorrebbe includerla a pieno titolo nella storia dell’arte contemporanea e chi difende a oltranza le “immacolate” pareti pubbliche.

Per un Rudolph Giuliani che ha fatto della battaglia ai writers uno dei capisaldi per il ripristino della legalità a New York, ci sono amministrazioni comunali (200 solo in Italia) che dedicano loro festival e muraglioni; fino ad assoldare street artists per riqualificare quartieri e aree degradate delle città, da Roma (Tor Marancia), a Firenze (Sottopassaggio delle Cure) a Londra.

I grandi brand, inoltre, cominciano a guardare con interesse a quelli che un tempo erano considerati alla stregua di guerriglieri contro l’ordine pubblico. Anche l’universo del real estate si è accorto del potenziale della street art, arrivando a farne un punto di forza negli annunci immobiliari e un motivo di ricarico del prezzo. E se qualche writer tuttora rivendica la propria natura ribelle, arrivando a cancellare le proprie opere (come Obey a Berlino), altri si fanno più e meno docilmente abbracciare da musei e gallerie d’arte internazionali, che offrono loro riconoscimento sociale e fonte di sostentamento.

Per prolungare il dibattito aprendolo addirittura alla musealizzazione, si inaugura a Bologna il 18 marzo la prima grande retrospettiva dedicata alla street art in Italia, intitolata “Banksy & Co”, che accoglie a Palazzo Pepoli graffiti “strappati” dalla strada e riproposti su altri supporti.

Ma se questa possa essere ancora definita street art, è un’altra storia.

La Redazione

Fonte e Link: Alessandro Dal Lago, Serena Giordano Graffiti – Arte e ordine pubblico. Arte o vandalismo?, Il Mulino, Bologna, 2016.

Immagine: Banksy, Love in the air, 2003, Stencil e spray su cartone, 66×67,50 cm Collezione C.H., Monaco di Baviera.

Mostra: Street Art – Banksy & Co.  dal 18 marzo al 26 Giugno 2016, Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna, Via Castiglione 8, Bologna.

Modello britannico? Spazi dedicati alla Street-Art in ambito urbano

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La Redazione

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