Cultura, religione
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I “più poveri dei poveri” di Madre Teresa di Calcutta

“Sappiamo bene noi che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma, se questa goccia non fosse nell’oceano, vi mancherebbe.

Se non avessimo le nostre scuole nei quartieri poveri – non sono che delle piccole scuole primarie, in cui insegniamo ai bambini ad amare il lavoro, a tenersi puliti – se non avessimo queste piccole scuole, queste migliaia di bambini sarebbero lasciati alla strada. Non abbiamo scelta, tra il prenderli e dar loro quel poco che possiamo o lasciarli alla strada.

E’ lo stesso per il nostro ricovero per moribondi. Se non avessimo questo ricovero, quelli che abbiamo raccolto sarebbero morti nella strada. Penso che valeva la pena avere questo ricovero, anche per questi soli pochi uomini, perché morissero in bellezza, nella pace di Dio”.

Le persone portate all’ospizio venivano assistite e avevano, nel caso, la possibilità di morire con dignità secondo i riti della propria fede: ai musulmani si leggeva il Corano, agli indù si dava acqua del Gange, e i cattolici ricevevano l’estrema unzione.

Fonte: Madre Teresa di Calcutta, “Tu mi porti l’amore. Scritti spirituali”, Città Nuova (2005)

Kathryn Spink. Mother Teresa: A Complete Authorized Biography. New York, 1997. HarperCollins. 

Martedì 15 marzo 2016 Papa Francesco firmerà il decreto per la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Nata a Skopje nel 1910, da genitori albanesi originari del Kosovo, Madre Teresa ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1979 ed è stata dichiarata beata da Giovanni Paolo II nel 2003, sei anni dopo la sua scomparsa, a Calcutta, nel 1997.

In copertina Jodhpur, Rajasthan, India, 2007. Boy in mid-flight
© 2012-2016 Steve McCurry

La Redazione

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