Letteratura, Mostre
Leave a comment

L’altro Hermann Hesse, in mostra gli acquerelli

“Non c’era al mondo cosa più bella, cosa più importante, più appagante che dipingere, tutto il resto erano stupidaggini, perdita di tempo, inutile affaccendarsi. Meraviglioso era dipingere, delizioso era dipingere!”

Hermann Hesse, 1928

“Scrivere di mio nonno Hermann Hesse può rappresentare il pericolo di cadere in una costante ripetizione di quanto già detto. Ovviamente, infatti, al di là di aver ricevuto il premio Nobel per la Letteratura, un autore tradotto in almeno 74 nazioni ha avuto critiche eccellenti e la sua vita è stata sviscerata.

In riferimento alla mostra Hermann Hesse. Acquerelli, credo però sia utile affermare che l’Italia era la sua terra promessa, e non mi riferisco esclusivamente ai viaggi in Umbria e al suo scrivere su San Francesco. Il suo piacere erano i paesaggi incontaminati e soprattutto i percorsi alternativi, e ritengo un’impresa impossibile ricostruire le sue tappe in terra italiana così come in altri luoghi del mondo.

Un dato certo è il fatto che, oltre che dai consigli del suo medico, dalle suggestioni di questi viaggi è nata la sua voglia di dipingere; tanto a me quanto a qualsiasi critico penso risulti difficile dare una risposta precisa di cos’era l’arte per Hermann Hesse”.

Eva Hesse, 2016

Hermann Hesse, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1946, è certo meno conosciuto per la sua attività di pittore che per i suoi capolavori letterari, da Demian a Narciso e Boccadoro, da Siddharta a Il giuoco delle perle di vetro. La mostra organizzata dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger e curata dal direttore artistico Alessandro Schiavetti, presenta il lato più intimo e nascosto di un artista a tutto tondo che trovò nell’espressione pittorica sollievo dal suo malessere esistenziale. Consigliato dal suo psicanalista, allievo di Carl Gustav Jung, Hesse iniziò dapprima malvolentieri a utilizzare colori e pennelli, ma trovò infine tale giovamento in questa pratica da farla diventare la sua attività prediletta. Hesse, infatti, affascinato dalle suggestioni della natura e attratto dalla potenza espressiva del colore, nel corso della sua vita ha dipinto più di tremila acquerelli, perlopiù paesaggi ticinesi sognanti e dai vividi colori, ma ha anche illustrato piccoli volumi e libretti di poesie.

La mostra alla Fondazione Culturale Hermann Geiger presenta una selezione di 36 quadretti realizzati con la tecnica dell’acquerello e quasi tutti raffiguranti paesaggi ticinesi; tre vengono mostrati al pubblico per la prima volta. Gli acquerelli sono accompagnati da un autoritratto a matita e da alcuni disegni inediti. Le opere sono rappresentative della qualità e dello stile del pittore-Hesse.

Completano la mostra fotografie d’epoca e oggetti appartenuti a Herman Hesse e legati alla sua vita a Montagnola, in Svizzera, tra i quali il bastone e il bauletto da viaggio con i pennelli che sempre accompagnavano l’artista nelle sue passeggiate. Questi oggetti personali provengono dalla collezione di Eva Hesse, nipote dello scrittore naturalizzato svizzero. Contributi al catalogo dell’esposizione, realizzata col supporto del Centro Documentazione Amedeo Modigliani, vengono invece da Gregorio Rossi, critico d’arte, e Regina Bucher, direttrice del Museo Hermann Hesse di Montagnola.

 

Hermann Hesse. Acquerelli
Dal 26 marzo al 15 maggio 2016
Sala Espositiva della Fondazione Culturale Hermann Geiger
Piazza Guerrazzi 32, Cecina (LI)

Apertura: tutti i giorni, dalle 16 alle 20
Ingresso libero

Per informazioni: info@fondazionegeiger.org / 0586 635011

Testi tratti dal catalogo della mostra, a cura di Alessandro Schiavetti

La Redazione

Rispondi