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L’Editore Olschki pubblica l’intero Codice Rustici

Per la riproduzione su carta odierna del quattrocentesco “Codice Rustici”, l’editore Olschki ha lavorato a partire da riprese fotografiche della copia originale. Il volume finale, stampato con macchine a raggi ultravioletti su carta tatami legata grazie alla sapienza tecnica ed alla cura certosina della casa editrice, pesa dieci chili.

Il manoscritto del fiorentino Marco di Bartolomeo Rustici è il racconto di un viaggio che il l’orafo decide di compiere nel 1441. Il percorso da Firenze a Gerusalemme e di nuovo a Firenze  descritto ed illustrato nel Codice Rustici sembrerebbe quello che oggi si definirebbe “un diario di viaggio illustrato”, ma in realtà permane il dubbio sul reale compimento del tragitto, o sul compimento soltanto parziale del percorso verso la Terrasanta. I saggi dell’edizione critica allegata al facsimile del manoscritto documentano in questo senso tutte le ipotesi sostenute dei diversi studiosi riuniti per l’occasione della pubblicazione (straordinaria) del “Codice Rustici”.

Franco Cardini ad esempio, sostiene l’ipotesi secondo la quale il Palazzo di Tolomeo disegnato dal Rustici a Gerusalemme, la città di Dio, meta verso cui tende l’intero viaggio, sarebbe un falso storico ma fatto di proposito: mettendo qualcosa di suo a Gerusalemme l’autore intende che per lui, la città di Dio è Firenze. Il porto sicuro è Firenze.

Inteso così il “Codice Rustici” diventa il viaggio dell’anima di un orafo fiorentino.

Oltre al valore simbolico, raccontano dalla Casa Editrice Olschki a LaRivistaCulturale.com, l’importanza del Codice Rustici risiede nel valore di documento storico che si intreccia attorno al viaggio: storia dell’arte, storia di Firenze, storia dell’architettura, storia della chiesa, la qualità e la profondità del patrimonio simbolico e devozionale che viene evocato in queste pagine sono parti un arabesco affascinante che costituiscono il valore profondo dell’opera. Nelle illustrazioni prodigiose che raffigurano scene bibliche, Babilonia, Firenze, le basiliche di Firenze, Marco di Bartolomeo Rustici mostra dei dettagli delle chiese che, nell’epoca in cui scrive, non erano ancora stati realizzati.

Come racconta ancora Elena Gurrieri custode del prezioso manoscritto presso la Biblioteca fiorentina che ospita il volume “i disegni a colori della Firenze Quattrocentesca documentano una veduta pre-brunelleschiana della città, costituendo il valore di documento storico-figurativo proprio del Codice Rustici”.

In conclusione, anche se il percorso del Rustici fosse solo la metafora di un viaggio interiore compiuto alla ricerca di un sé spirituale sullo sfondo di una Firenze dipinta a mano, la restituzione al pubblico contemporaneo di un documento Rinascimentale è di per se stessa simbolica: permette di riscoprire oggi un testo antico, un’operazione propria dell’Umanesimo.

Melissa Pignatelli

I saggi critici  sono stati presentati con il Codice Rustici il 5 Maggio 2016 alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

NB: L’intera opera è stata possibile grazie al contributo dell’Ente Cassa Di Risparmio di Firenze.

Il Codice Rustici originale è conservato nella Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Firenze. La Biblioteca del Seminario Arcivescovile Maggiore di Firenze è stata istituita il 21 dicembre 1783, grazie alla donazione al Seminario del Fondo librario del soppresso convento dei monaci cistercensi di Cestello, da parte del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo. Nell’Archivio storico sono conservati 34 codici medievali e umanistici, di cui il “Codice Rustici” è il più noto e prezioso.

Indirizzo: Lungarno Soderini 19, 50124 Firenze (Piazza Cestello). Tel. 055-283875 e-mail: biblioteca@seminariofirenze.it. Visite su appuntamento.

Altre fonti: 

Il Codice Rustici Facsimile, a cura della casa  editrice Olschki.

Il Codice Rustici “torna ” in Terrasanta, a cura dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

VIDEO: Il Codice Rustici, presentazione a cura del Seminario Arcivescovile Fiorentino

Melissa Pignatelli

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