Arte
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Che cosa attiva Jan Fabre a Firenze?

Che cosa “attiva” Jan Fabre a Firenze è la domanda che applichiamo al un contesto fiorentino traendola dalla più ampia riflessione sull’arte e lo spazio pubblico di Antonella Bruzzese pubblicata nella rivista Territorio di Franco Angeli (2010).

La presenza dell’arte nello spazio pubblico interroga la più ampia cornice della quale diventa parte nel momento stesso in cui è installata in un determinato luogo del territorio urbano. Nel momento della sua collocazione diventa visibile a cittadini e studiosi che riflettono sulle modalità in cui l’opera d’arte acquista la facoltà di innescare nuovi meccanismi.

E’ così che la domanda della studiosa sulla capacità dell’arte di “attivare” lo spazio pubblico acquista significato. L’arte è presente nello spazio pubblico che diventa alternativamente “il luogo della rappresentazione, lo spazio della rivendicazione, il luogo privilegiato delle relazioni da (ri) attivare”.

Come spiega Bruzzese nell’articolo, “quest’ultima accezione, in particolare evidenzia l’emergere di una sensibilità artistica che da un lato – lavorando molto a ridosso delle pratiche sociali e di  una dimensione contestuale non solo site specific ma anche audience specific – ampia il significato di spazio pubblico e mette al centro il ruolo delle persone che lo abitano, con un attitudine che potremmo definire ‘positiva’ e ‘fiduciosa’ delle sue potenzialità e del suo significato nelle dinamiche della vita urbana; dall’altro manifesta un’altrettanto ampia fiducia nel ruolo dell’artista e delle sue possibilità di incidere nei processi di attivazione e risignificazione degli spazi urbani”.

In questo senso, secondo Bruzzese, l’arte propone un nuovo significato dello spazio pubblico: oltre al significato territoriale dell’intervento, c’è anche un nuovo significato sociale, culturale, storico che si costruisce nella relazione tra il contesto, l’arte e lo spettatore.

Il nuovo significato è quello che emerge nelle persone che elaborano una nuova visione degli spazi urbani che sono consueti frequentare.

Quindi se torniamo alla nostra domanda iniziale, sul modo con cui le opere di Jan Fabre  interrogano, “attivano” lo spazio pubblico non resta dunque che accettare l’invito alla cittadinanza del Comune di Firenze per andare all’inaugurazione della mostra a Forte Belvedere, il 14 Maggio alle 16, proseguire con le installazioni in Piazza Signoria, in Palazzo Vecchio, terminare il percorso andando al vernissage (sempre il 14 Maggio) delle opere di Fabre nel diverso spazio della Galleria il Ponte e riflettere un po’.

Melissa Pignatelli

Fonte per riflettere:  Antonella Bruzzese, Arte e Spazio Pubblico. Una riflessione intorno ad un tentativo di place making: il caso di Beyond project, in Territorio, Franco Angeli , 2010.DOI: 10.3280/TR2010-053005 . Link per l’accesso all’articolo completo  cliccando qui.

Tutte le fotografie sono di Andrea Paoletti, cliccare per avviare la presentazione.

Dove e quando vedere le opere di Jan Fabre a Firenze:

Jan Fabre al Forte Belvedere

La cittadinanza è invitata all’inaugurazione della mostra al Forte Belvedere il 14 Maggio 2016 alle ore 16.00.

Mostre:  Opere di Jan Fabre rimarranno esposte a Firenze a Forte Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza Signoria  fino al  2 Ottobre 2016, per tutte le informazioni sulla mostra consultare il sito dei Musei civici fiorentini, MusE, link qui.

Jan Fabre alla Galleria il Ponte dal 14 di Maggio al 30 Settembre 2016, una selezione di opere dalla mostra Knight of the Night a cura di Bruno Corà (svoltasi dal 2 ottobre al 18 dicembre 2015).

Vernissage Galleria il Ponte, Sabato 14 Maggio 2016  dalle 15.30 alle 19.00, Via di Mezzo 42b.

Cenni biografici sulla vita di Jan Fabre (courtesy Galleria il Ponte):

Jan Fabre  è nato ad Anversa nel 1958. Dopo oltre trentacique anni di attività, occupa un posto di primo piano sia fra gli artisti plastici sia come uomo di teatro e autore.

Alla fine degli anni Settanta ha studiato all’Accademia Des Beaux-Arts e all’Institut municipal des Arts et Métiers di Anversa. Sue sono opere come Tivoli (1990), il soffitto ricoperto di scarabei nella Salle des Glaces du Palais Royal di Bruxelles – Heaven of Delight (2002) – e sculture come L’Homme qui mesure les nuages (1998), Searching for Utopia (2003), Totem (2004).
Fabre ha realizzato alcuni interventi permanenti all’interno di spazi pubblici come il museo de la Chasse et de la Nature di Parigi (La Nuit de Diane, 2007) e lo zoo di Anversa (Hommage à Mieke, La Tortue et Hommage à Janneke, La Tortue, 2012). Si ricorda inoltre la sua installazione Le Regard en dedans (L’Heure Bleue) (2011-2013) realizzata dall’artista per lo scalone reale del Museo Des Beaux-Arts del Belgio, in occasione dell’esposizione dei suoi autoritratti in bronzo e in cera “Chapitres I-XVIII” (2010).

Nel corso degli anni l’artista ha creato un universo molto personale con sue proprie regole, personaggi, simboli e motivi ricorrenti. È conosciuto anche grazie ad esposizioni come Homo Faber (KMSKA, Anversa 2006), Hortus / Corpus (Kröller-Müller museum, Otterlo 2011) e Stigmata. Actions & performances 1976-2013 (MAXXI, Roma 2013; M HKA- Musée d’Art Contemporain di Anversa 2015). È stato inoltre il prima artista vivente a esporre le sue opere al Louvre (L’ Ange de la Métamorphose, Parigi 2008). La celebre serie L’ Heure Bleue (1977-92) è stata presentata al Kunsthistorisches Museum a Vienna (2011), al Museo d’ arte moderna di Saint-Ėtienne (2012) così come al Busan Museum of Art (2013). Le sue ricerche relative al cervello (”la parte più sexy del corpo”) hanno trovato luogo nelle esposizioni personali Anthropology of a Planet (Palazzo Benzon, Venezia 2007), From the Cellar to the Attic. From the Feet to the Brain (Kunsthaus Bregenz, 2008; Arsenale Novissimo, Venezia, 2009) e Pietas (Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, Venezia 2011). La serie dei mosaici Hommage au Congo Belge (2010-2013) e Hommage à Jérome Bosch au Congo (2011-2013) è stato esposto al Palais des Beaux Arts a Lille (2013) e al Pinchuk Art Centre a Kiev. Nel 2015 espone alla galleria Il Ponte di Firenze.

Jan Fabre è stato invitato a San Pietroburgo per esporre al museo dell’Ermitage nel 2016, prima mostra del museo russo dedicata a un artista contemporaneo.

Jan Fabre a Firenze, Forte Belvedere, Foto di Andrea Paoletti

Jan Fabre a Firenze, Forte Belvedere, Foto di Andrea Paoletti

 

 

Melissa Pignatelli

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