Sociologia, Storia
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Gengle: come fare se sei un genitore single

Monoparentali, mononucleari, ricostruite, ricomposte: spesso e volentieri il linguaggio che usiamo per descrivere forme di famiglia differenti da quello che consideriamo il modello base (uomo + donna + figlio/figli) tradiscono la difficoltà – anche del mondo accademico – di indagare le relazioni familiari da un altro punto di vista. Nonostante negli ultimi decenni ci siamo ripetuti fino alla noia che non esiste un solo concetto di famiglia e che l’organizzazione familiare varia con i modelli socio-culturali e la dimensione storica, continuiamo ad applicare il solito schema.

Eppure la società ci chiama a trovare termini e soluzioni diverse. Cominciando a prendere in considerazione nuovi formati di famiglia, organizzati attorno a più centri focali e più nuclei. La fiorentina Giuditta Pasotto si è inventata un nome nuovo – GenGle – per descrivere una situazione che accomuna molti, quella di genitori non accompagnati. Oggi il termine GenGle (somma delle parole genitori single) è diventato di uso comune, è al vaglio dell’Accademia della Crusca e ha dato il nome ad una community online. GenGle.it raccoglie oltre 10mila iscritti in tutta Italia: mamme e papà “scompagnati” che si trovano ogni giorno ad affrontare piccole e grandi difficoltà organizzative, dallo scarrozzare i figli a scuola e in piscina, fino all’impossibilità di ottenere un alloggio popolare. Ma anche la condizione di “pesce fuor d’acqua” di chi si ritrova all’improvviso tagliato fuori dal gruppo di amici schierato a favore dell’altra metà della coppia o diventato comunque inospitale per un adulto + 1.

Eppure numerosi studi hanno messo in luce una maggior flessibilità e capacità di adattamento delle famiglie monoparentali e delle famiglie ricomposte, che si dimostrano in grado di sopperire agli squilibri derivanti condizione stessa. In che modo? Costruendo altre connessioni con altri nuclei.

Le nuove famiglie non possono avere un solo centro gravitazionale: hanno bisogno di relazioni più intense con la famiglia di origine o con un gruppo di amici. Il supporto che questi nuclei trovano nella rete sociale o nella famiglia allargata diventa determinante nel compensare le difficoltà intrinseche. “Chi si iscrive a GenGle.it – conferma la fondatrice Giuditta Pasotto – trova una nuova famiglia”. La community, infatti, è tutt’altro che virtuale: ogni settimana in tutta Italia si organizzano incontri e momenti di svago per i genitori single, mentre online è possibile trovare risposta a dubbi e problematiche delle più diverse, grazie a un pool di professionisti (avvocati, terapeuti, educatori, nutrizionisti e finanche personal trainer).

Sul portale i GenGle possono anche scegliere pacchetti vacanze pensati appositamente per loro. “Spesso le strutture ricettive prevedono la possibilità di ospitare bambini e ragazzi a metà prezzo o addirittura gratis – dichiara Pasotto – ma solo se accompagnati da una coppia di adulti. Vogliamo dare pari opportunità di vacanze ai genitori single”.

L’offerta è delle più variegate: vacanze in barca a vela o trekking in montagna per chi ha voglia di avventura, agriturismi immersi nella campagna a tutto relax, residence deluxe al mare per coccolarsi un po’ e addirittura un villaggio off limits ai minori di 13 anni, riservato a chi ha figli adolescenti.

Le destinazioni coprono tutta Italia, ma prossimamente potrebbero allargarsi all’estero. Ogni pacchetto è studiato secondo la filosofia GenGle: ovvero quella di creare capitale umano, mettendo in contatto genitori e figli con altre persone di età simile e nella stessa situazione. Con il doppio risultato di agevolare la gestione delle piccole cose quotidiane e di assicurare compagnia e divertimento per grandi e piccoli.

Francesca Puliti

Fonti:

Laura Fruggeri, I concetti di mononuclearità e plurinuclearità nella definizione di famiglia, Connessioni, 8, 2001, pp.11-22, link qui.

Donata Francescato, “Figli sereni di amori smarriti”, Mondadori, 1994, link qui.

Per le vacanze da genitore single: GenGle.it di Giuditta Pasotto

Fotografia: Family Stuff di Huang Qingjun, fotografo cinese che ha lavorato sulla rappresentazione fotografica della famiglia. Sito e info sulla mostra “Family Stuff” qui.

 

 

 

Francesca Puliti

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