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Milano e le forme della moda

“La parola italiana stilista è più sfumata e multifunzionale di quanto suggeriscano i termini inglesi designer e stylist. Si riferisce a quella personalità che ha fatto da mediatore tra le pratiche dell’industria, le esigenze dei buyer e i bisogni del pubblico, con anche una piena consapevolezza dell’importanza della stampa”.

Concentrato in queste poche righe di Sonnet Stanfill in The Glamour of Italian Fashion since 1945, sta il funzionamento del sistema della moda incentrato sulle  figure creative e poliedriche degli stilisti. Un rapporto che si è evoluto da quello del sarto di fiducia delle nobildonne di un tempo per diventare un pernio trainante di un sistema vitale e vivace della nostra economia creativa.

Questo sistema che coinvolge il nostro paese come uno dei principali riferimenti della moda internazionale e con la più importante vetrina nazionale nella Milano Fashion Week (in corso in questi giorni)  è spiegato da Maria Luisa Frisa nella breve pubblicazione dell’utile collana Farsi un’Idea (ed. Il Mulino).

Si legge nel libro: ” Le traiettorie della moda sono molteplici, attraversano atlanti e immaginari, si articolano nei luoghi dell’ideazione, creazione, produzione e consumo dei suoi prodotti. Indicano e direzioni e ridisegnano le mappe, evidenziando i territori dove si è radicata nelle sue forme più complesse. Il legame che la moda ha con i luoghi risulta imprescindibile, per comprendere non solo la sua storia e la sua diffusione, ma soprattutto gli ingranaggi che ne regolano l’esistenza”.

L’immaginazione fatta nascere dal mondo dei vestiti è dunque al cuore del legame tra gli stilisti, le città ed il paese che coinvolgono. Quell’humus creativo che ci caratterizza è quel complesso sostrato nel quale cresciamo in Italia, fatto di tradizioni sartoriali, panorami culturali millenari, paesaggi naturali imponenti che caratterizzano in maniera diversa molte delle città nelle quali sono nate le arti del cucire. Roma, Firenze, Napoli, Torino e  Milano sono dei luoghi importanti per la storia della moda italiana che oggi la mettono nelle avanguardie del settore.

Milano è più che mai capace di mettere insieme le forme della moda ovvero quegli aspetti identificati dalla Frisa in creazione, business, cultura e comunicazione che sono le dimensioni costitutive della moda e ne spiegano il carattere in continua trasformazione. Se si aggiunge la capacità italiana di aver mantenuto sul territorio tutta la filiera produttiva, ovvero  la creazione, la produzione e la diffusione, abbiamo il quadro completo di un settore che, non senza difficoltà legate all’acerrima competizione internazionale cui accenna la Frisa nel testo, riesce a mantenersi sulla cresta dell’onda.

Per dirla con le parole di Giorgio Armani scelte da Maria Luisa Frisa dal documentario Made in Milan di Martin Scorsese (1990) : “Di Milano ho fatto la città eletta dove vivo e lavoro. E’ una città che ti permette di esprimerti se hai qualcosa da comunicare, e ti rispetta per questo. Qualità eccezionale per una metropoli. E Milano è una metropoli. Gode di una bellezza che è molto vicina al mio stile. Il mio stile di vita e il mio modo di vedere Milano ti permette di partecipare alla sua vita secondo le tue esigenze personali. Sento di fare parte di questa città, come questa fa parte di me”.

E da queste idee partono alla conquista del mondo collezioni capaci di sedurre uomini e donne sparsi nei cinque continenti.

Per saperne di più cliccare il link al libro, e-book e cartaceo: Maria Luisa Frisa, Le forme della moda, Collana Farsi un’idea, il Mulino, Bologna, 2015.

Fotografia di Bernardo Ricci-Armani, Milano, Stazione centrale. People go, people come, Photographing Around Me.

Melissa Pignatelli

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