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Ardengo Soffici agli Uffizi: la complessità in mostra

La mostra “Scoperte e Massacri. Ardengo Soffici e le avanguardie a Firenze” in corso agli Uffizi ripercorre il mondo che fu contemporaneo del critico ed intellettuale fiorentino, nonché le influenze che l’impressionismo ed i suoi massimo esponenti ebbero sulla sua pittura.

Pur non essendo semplice da seguire per l’intensità della ricostruzione che presenta al visitatore non già laureato in storia dell’arte, la mostra offre una ricostruzione spettacolare: la “stanza dei manichini” di Bulciano, con la ricreazione di un ambiente che ospita tutti i pannelli decorativi dipinti nel 1914 da Soffici per la casa di Papini.

Una mostra complessa, articolata e declinata per ogni aspetto espressivo di Soffici, che ha il però merito di cercare di ricostruire il panorama, ed in qualche modo anche il clima, che si doveva respirare tra le due guerre e nel secondo dopoguerra. Tele ad olio, scritti, disegni, vignette su stampe litografiche, schizzi a colori, quadri degli Impressionisti (Cézanne, Pissarro, Monet) dei Macchiaioli (Fattori, Signorini), dei futuristi (Boccioni, Carrà, De Chirico), dei grandi maestri della pittura (Raffaello, El Greco) illustrano il lungo percorso mentale necessario per capire l’arte di Ardengo Soffici.

Non si è tracciata, dunque, una semplice ricostruzione monografica del maestro di Rignano sull’Arno, ma si è andati oltre ricostruendone il discorso polemico e l’impegno intellettuale attraverso opere su cui egli aveva appuntato la sua attenzione, tra le più significative – sia in senso positivo che negativo – di una requisitoria che non conosceva mezzi termini, ma anzi si esprimeva sempre in toni fortissimi e decisivi“, commenta Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi.

Questa grande incursione nel mondo personale di Soffici traccia il profilo di un pittore che fu molto capace anche con la penna. Ardengo Soffici infatti fu un critico implacabile dei suoi contemporanei, per i quali fece uso di un italiano arguto ed elegante che però non salvò nulla, ad esempio “della sala slumacata tutt’intorno da Giulio Aristide Sartorio”. I cinque metri di olio su tela della Biennale di Venezia del 1910, ora presenti in mostra agli Uffizi, sono per Soffici una “sarabanda di corpi nudi o fasciati da veli, gli stessi musi inespressivi, la stessa mancanza di disegno, di stile, di poesia e di vita. Solo il colore c’è risparmiato, ché il pittore romano si contenta della biacca e di una certa terra tra il marrone e il verde, che se il naso non scorresse, si potrebbe pigliare per chi sa che materia”.

Un’esposizione che ripercorre attentamente dunque la composita produzione di Ardengo Soffici, una mostra ricercata e da ricercatori che sicuramente avrà il merito di attrarre molti studiosi specializzati.

Melissa Pignatelli

La mostra “Scoperte e massacri. Ardengo Soffici e le avanguardie”è a Firenze. Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi, dal 27 settembre 2016 all’ 8 gennaio 2017. La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi, la Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi e Firenze Musei.

La mostra si visita con il biglietto d’ingresso agli Uffizi, link al sito ufficiale delle prevendite quiServizio visite guidate: Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383, e-mail firenzemusei@operalaboratori.com.

In copertina: Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno, Firenze 1879 – Vittoria Apuana, Forte dei Marmi, Lucca 1964), Il bagno, 1905, Olio su tela, cm 199×400, Collezione privata.

Link al catalogo: Scoperte e massacri. “Ardengo Soffici e le avanguardie, Giunti ed., 2016

Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno, Firenze 1879 – Vittoria Apuana, Forte dei Marmi, Lucca 1964) Autoritratto 1949 Olio su tela cartonata, cm 50x35 Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno, Firenze 1879 – Vittoria Apuana, Forte dei Marmi, Lucca 1964)
Autoritratto
1949
Olio su tela cartonata, cm 50×35
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture. (una donazione recente degli eredi di Soffici agli Uffizi).

Melissa Pignatelli

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