Arte, Mostre
Leave a comment

I Maya e l’arte della parola: cosa leggere per capire la mostra a Verona

Della ricchezza della civiltà Maya rimangono tracce incise sui reperti archeologici prevalentemente in pietra, come statue, bassorilievi, templi imponenti di cui ci sono intere aree archeologiche visibili ancora oggi che si ritrovano in tutta l’area un tempo abitata dai Maya: dagli stati Messicani dello Yucatàn (sito di Chichén Itzà), Campeche, Quintana Roo, Chiapas e Tabasco fino al Guatemala (sito di Tikàl), Il Salvador e l’Honduras (sito di Copàn).

La mostra in corso a Verona fino al 5 Marzo 2017 I Maya. Il linguaggio della bellezza, offre l’occasione di riscoprire una delle civilizzazioni più avanzate dell’epoca precolombiana grazie alla presentazione di 250 reperti normalmente visibili solo in Messico all’INAH, l’Istituto Nacionàl de Antropologia e Historia di Città del Messico, che conserva le più preziose collezioni di reperti archeologici maya.

Per  preparare l’incontro con i Maya, è utile leggere qualcosa prima: le stele liriche racconteranno più facilmente tutte le storie incise sulla loro superficie.

Ad esempio il libro di Michela Craveri, Voci e Canti della Civiltà Maya(Jaca Book) offre un percorso attraverso i principali testi poetici della civiltà maya, dai miti sulla creazione dell’uomo e dell’universo, fino ai canti lirici, l’espressione teatrale, i testi profetici, le narrazioni storiche, gli scongiuri e le preghiere che ancora oggi i Maya innalzano alle proprie divinità.
La profondità dell’universo simbolico e le peculiari espressioni retoriche testimoniano la creatività della cultura maya e la sua capacità continua di rinnovamento e di conservazione, pur in condizioni di oppressione culturale e politica.

Mentre con il libro di Davide Domenici I linguaggi del potere. Arte e propaganda nell’antica mesoamerica (Jaca Book) riquadriamo la portata della scrittura nel mondo maya, capendo meglio come ciò che arriva fino a noi oggi aveva un’importanza soprattutto per le elite ed il mondo politico, infatti “gran parte della comunicazione pubblica – politica e religiosa – era affidata alle manifestazioni artistiche. La stragrande maggioranza delle opere d’arte era prodotta per glorificare il potere dei governanti, un potere che si presentava come assoluto e profondamente intriso di sacralità. In mancanza di trattati indigeni di politica, l’analisi dei monumenti mesoamericani permette di compiere un’indagine sullo sviluppo e l’evoluzione delle basi concettuali del potere e della regalità, nonché di scandagliare la mutevole storia delle strategie e dei linguaggi delle antiche forme di propaganda politica.

L’intreccio fra politica, arte e simbologia costituisce una costante di questo studio, un nodo paradigmatico anche per chi accosti l’universo mesoamericano muovendo da studi analoghi in altri contesti culturali, ivi compreso l’orizzonte occidentale contemporaneo. Da questo punto di vista la lettura di questo lavoro è raccomandabile a tutti coloro si interessino al linguaggio e all’economia simbolica del potere, poiché l’esperienza dei popoli mesoamericani ha saputo cristallizzare forme e formule quasi antitetiche pur attingendo i protagonisti delle varie civiltà ad un comune sostrato culturale. Ricerca archeologica sul campo, dati storici ed esigenze di chiarificazione teorica si fondono perfettamente in un’opera che per immediatezza e accessibilità costituisce anche una valida introduzione alla grande avventura storica dei popoli mesoamericani”.

La Redazione

Maya. Il linguaggio della bellezza, a cura di Karina Romero Blanco, Verona, Palazzo della Gran Guardia fino al 5 Marzo 2017, tutti i crediti e le info utili sul sito della mostra qui o tel 045 853221.

Immagine: Maschera funeraria con ornamenti per le orecchie, Calakmul, Campeche, Periodo Classico Tardo (600 – 900 d.C.) Giada, ossidiana e conchiglia (Pinctada mazatlánica e Spondylus princeps), INAH. Museo Arqueológico de Campeche, Fuerte de San Miguel. San Francisco de Campeche, Campeche

Il sito dell’INAH Instituo Nacionàl de Antropologia y Historia del Messico, Città del Messico.

La Redazione

Rispondi