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L’influenza di Botticelli sui Preraffaelliti inglesi

Per capire perché l’influenza di Sandro Botticelli e degli altri maestri del Primo Rinascimento è così importante da indurre le Gallerie degli Uffizi a ripensare quasi ogni 50 anni un nuovo percorso di visita possiamo, ad esempio, scegliere di fare un breve salto nel passato per incontrare un piccolo gruppo di pittori fortemente influenzati dai grandi maestri italiani i cui lavori sono conservati nelle sale 9-15 del museo fiorentino.

L’avvento di quella corrente artistica che oggi conosciamo come “i Preraffaelliti” iniziò a Londra nel Settembre del 1848.

In segno di protesta contro la tradizione pittorica del gruppo dominante e conservatore allora in voga alla Royal Academy nel Regno Britannico, un piccolo gruppo di giovani artisti si congregarono in una compagnia affine sia a livello intellettuale che spirituale, che chiamarono, piuttosto solennemente, La Confraternita dei Preraffaelliti.

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John Everett Millais, Ophelia, 1851-1852, Tate Britain, Londra.

All’inizio la Confraternita dei Preraffelliti era formata solo da tre giovani ragazzi di età compresa tra i 19 e 21 anni di nome William Holman (1827-1910), Dante Gabriel Rossetti (1828-1882) e John Everett Millais (1829-1896). Presto però, il sacro numero 3 si sostituì con l’ugualmente magico numero 7 quando entrarono nella Confraternita anche due pittori, James Collinson (1825-1881) e Frederic George Stephens (1828-1907), uno scultore Thomas Woolner (1825-1892), e lo scrittore William Michael Rossetti (1829-1919), fratello minore di Dante. Inoltre, un numero considerevole di artisti sostennero le idee della Confraternita senza però diventarne  membri permanenti.

In linea con il nome del gruppo, i membri della Confraternita volevano mostrare alla società che, in contrasto con le generazioni di pittori precedenti, loro avrebbero deliberatamente scelto lo stile emblematico dell’arte subito prima di Raffaello (1483-1520) il quale, con le sue idee di bellezza immortale, aveva dominato il mondo dell’arte per più di tre secoli.

Riguardando le fonti della storia dell’arte, i Preraffelliti furono colpiti soprattuto dall’arte Italiana del Primo Rinascimento trovando ispirazione in artisti come Giotto (c.1267-1337), Beato Angelico (c.1395-1455), ma soprattutto Sandro Botticelli (c.1445-1510). Dello stesso periodo  i giovani artisti britannici si interessarono all’arte Fiamminga, e specialmente a Jan van Eyck (c.1390-1441).

Dante Gabriel Rossetti, l'Amata, 1865-1866, Tate Britain, Londra.

Dante Gabriel Rossetti, l’Amata, 1865-1866, Tate Britain, Londra.

Qui, quasi come in una rivelazione, trovarono un’intensità appassionata e ben definita che molto contrastava con la corrente artistica accademica in voga allora, rappresentata in prima persona dal detestato Sir Joshua Reynolds. Pittore favorito dall’alta società, Reynolds era visto come un diligente e zelante difensore dell’eleganza visuale così tipica del “Grand Style” britannico. Ciò che era tecnicamente nuovo era il rifiuto per ogni genere di chiaroscuro e per quella luce bassa, di atmosfera, che secondo i Preraffaelliti serviva solo ad una vuota idealizzazione o, nei casi peggiori, ad un aborrito manierismo.

I Preraffaelliti si incoraggiarono a vicenda a tornare alle fonti iniziali, che trovavano in Botticelli ed in altri pittori del suo tempo per performare uno studio sincero e genuino dello studio delle creature di Dio: erano fermamente convinti che il colore, la composizione e la luce non dovevano essere utilizzati per aumentare la realtà. Le tecniche artistiche dovevano bensì essere impiegate solo per vedere, capire, riconoscere e raffigurare la bellezza della natura esattamente come poteva essere percepita da un osservatore attento.

Fortemente inspirati dal critico d’arte John Ruskin, i Preraffaelliti svilupparono presto uno stile artistico caratterizzato dall’uso di colori chiari e puri, dall’enfasi sulla superficie pittorica dalla quale erano bandite le regole sofisticate della prospettiva: si doveva favorire una luce quasi clinicamente limpida senza nessuna intenzione di nascondere od accentuare parti dei motivi ritratti. Nel suo lavoro principale, Modern Painters (1843) Ruskin diceva ai giovani artisti di “andare nella Natura con la singolarità del proprio cuore, di camminare con lei laboriosamente e con fiducia, senza altri pensieri che di penetrare il suo significato, e di ricordare le sue istruzioni: non rifiutare nulla, non selezionare nulla, non disdegnare nulla; credere che tutto fosse giusto e buono essendo sempre lieti della verità”.

Con un naturalismo così religiosamente carico come punto di partenza, ogni membro della Confraternita fu incline a sviluppare un’espressione individuale nei decenni che seguirono: in tal modo l’influenza sulle seguenti generazioni inglesi si mostrò presto largamente diversificata e ramificata.

Edward Burne-Jones, The Garden of Hesperides, 1870-1973. Pre-Raffelliti, Botticelli, Uffizi

Edward Burne-Jones, The Garden of Hesperides, 1870-1973.

Il più famoso dei giovani discepoli del gruppetto originale dei Preraffaelliti che ispirò a sua volta una corrente artistica, quella Simbolista, fu forse Edward Burne-Jones (1833-1898), in cui si ritrovava uno stile tipicamente botticelliano; del Simbolismo inoltre  furono espressione, al volgere del secolo, il francese Lucien Lévy-Dhurmer (1865-1953) ed il danese Harald Slott-Moeller (1864-1937).

In questa prospettiva particolare vediamo che l’influenza di Botticelli e gli altri artisti del Primo Rinascimento ebbero sullo storia dell’arte arriva fino ai nostri giorni. Si possono ammirare ancora oggi le linee tanto care ai Preraffaelliti – e non solo – contemplando da vicino ed in prospettiva rinnovata le tele esposte nel nuovo allestimento degli Uffizi.

Ma l’influenza di come gli osservatori di oggi reinterpreteranno i grandi maestri italiani è una storia che lasceremo raccontare alle prossime generazioni.

Ingeborg Bugge

Ingeborg Bugge, danese, è una storica dell’arte. E’ stata curatrice del Museo di Ribe (Ribe Art Museum) nello Jutland e del Museo delle Isole Faroes in Danimarca, ha insegnato all’Università di Aarhus e dopo una borsa di ricerca all’Università di Oxford, ha fatto pubblicazioni consistenti in Danese, Inglese e Tedesco. In questo momento, lavora ad una Tesi di Dottorato sulla figura femminile e la natura come doppio motivo nell’arte Europea e come free lancer.

Immagine in copertina: Sandro Botticelli, la Nascita di  Venere, 1487, Gallerie degli Uffizi, Firenze.

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Sandro Botticelli, Madonna del Magnificat, 1483 ca., particolare, Gallerie degli Uffizi.

Nota: Dopo i lavori di rinnovamento eseguiti nell’ambito del progetto Nuovi Uffizi, Martedì 18 Ottobre 2016 sono state riaperte le sale 9-15 dedicate al primo Rinascimento. E’ stato valorizzato il percorso del primo Rinascimento e riunito il corpus botticelliano grazie all’esposizione del grande affresco staccato raffigurante l’Annunciazione. Oltre alla “Primavera” e alla “Nascita di Venere”, vi sono inoltre esposti i dipinti dei Pollaiolo, Hugo van der Goes, Domenico Ghirlandaio ed altri grandi maestri della pittura rinascimentale. La nuova illuminazione, il nuovo modo di esporre ed i lavori di restauro sono stati eseguiti grazie ad una generosa donazione degli Amici degli Uffizi-Friends of the Uffizi raccolta negli Stati-Uniti in una sola settimana.

Consulta qui il sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi per maggiori informazioni e per l’acquisto dei biglietti.

 

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Ingeborg Bugge

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