Storia
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I simboli, l’arte e la storia nel Calendario dell’Arma dei Carabinieri 2017

Il contributo di Philippe Daverio e Gillo Dorfles al Calendario dei Carabinieri 2017 dà un’impronta artistica allo storico calendario: per ogni mese, sono stati scelti i simboli chiave dell’Arma che si susseguono mostrando l’evoluzione dell’arte grafica dal 1814 (anno di fondazione dei Carabinieri) ad oggi. Unire segni distintivi di un’attività pubblica al particolarismo dell’arte grafica è un modo interessante di spiegare l’incisività discreta eppur costante di persone e simboli, tracce grafiche e presenze umane in costante evoluzione, in continuo adattamento al tempo ed alla storia.

Nel mese di Maggio ad esempio, per il quale è stato scelto il Futurismo, Daverio spiega che esso “fu il primo sogno e al contempo la speranza vitale di una Italia che si scopriva protagonista della modernità. L’industrializzazione in tutta la penisola stava procedendo con risultati talvolta esaltanti. Era appena stato completato il traforo del Sempione e Parigi si trovava ormai a poche ore da Milano. L’automobile e l’aereo, l’elettricità e la trasmissione radiofonica aprivano scenari fino ad allora impensabili. Lo spirito d’avanguardia non colpiva solo gli opifici; mutò alla radice il concetto delle arti, del teatro e della pittura. Il secolo nuovo si illuminava di scenari inattesi e sorgeva il mito del movimento e della velocità. Crescevano e si rinnovavano le città. Fu questo l’entusiasmo riassunto da Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto del Futurismo del 1909, e fu questo lo stimolo per una grafica rinnovata dove il segno si combinava in piena libertà con le lettere e i numeri. Nello stesso anno Guglielmo Marconi riceveva il premio Nobel per la fisica“.

Il Calendario di quest’anno vuole ricordare le mutazioni delle abitudini e dei gusti che hanno sostenuto i due secoli di Storia vissuti dall’Arma dei Carabinieri. Le illustrazioni che accompagnano i vari mesi dell’anno ne costituiscono una piccola guida. Contribuiscono a risvegliare la memoria di un passato di impegno e di coraggio, di generosità e di dedizione, che contribuì alla formazione dell’identità attuale della Nazione e perdura rinvigorito nell’Italia di oggi. Nacque allora nella società ottocentesca il concetto di avanguardia nella vita come nelle arti. Questo concetto tuttora è guida delle scelte più impegnative del mondo evoluto”, scrive ancora Philippe Daverio. 

I simboli sono rappresentazioni estetiche dell’essenza; essi colgono in profondità il cuore delle cose. E’ dunque ai propri simboli che l’Arma dedica l’edizione 2017 del Calendario Storico, presentandoli attraverso i diversi stili con i quali l’arte grafica si è manifestata nel tempo, a partire dal 1814, anno di nostra Fondazione. La grafica, la più diffusa e comune delle espressioni visive, fatta di linee e colori definiti e chiari quanto attenti ai cambiamenti della società, è parsa strumento artistico idoneo a rappresentare il modo di essere Carabiniere, cittadino e soldato della legge, vocato alla prossimità e al servizio di ciascuno e di tutti, sempre interprete del suo tempo, con il cuore e la mente al futuro” spiega nella prefazione al Calendario Tullio del Sette, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

bauhaus-calendario-arma-carabinieri-2017-daverioPer il mese di Giugno, Philippo Daverio racconta il Bauhaus (1919-1933) così: “Il movimento nacque nel 1919 nella Germania distrutta dalla sua propria volontà bellica e ormai per breve tempo democratica il desiderio di una modernità trasversale che si coagulò negli insegnamenti del Bauhaus, una scuola tecnica che divenne il crogiolo di formazione architettonica e decorativa più sperimentale d’Europa. Vi si mescolavano architetti come Walter Gropius che la dirigeva e pittori come Paul Klee e Vassily Kandinsky che ne stimolavano la creatività. Fu fondamentale per loro il superamento degli orpelli decorativi combinando in modo estremamente colto la funzione degli oggetti e degli spazi con il razionalismo delle linee, con il gioco attento dei colori.
Il fruttuoso esperimento del Bauhaus fu interrotto dall’avvento del nazismo ma gettò un seme che si sparse per tutto l’ Occidente e fiorì durante la ricostruzione del secondo dopoguerra“.

Il calendario si conclude con una riflessione di  Daverio sul presente tecnologico che vale la pena riportare qui: “Ci troviamo sulle soglie di una nuova era, iniziata timidamente sul finire del secolo scorso e esplosa in un’ espansione velocissima. La mutazione dei sistemi di comunicazione sta per avere conseguenze non ancora del tutto percepite. I voli in aereo sono alla portata di tutti e la profonda rivoluzione digitale dell’internet sta cambiando i percorsi mentali degli utenti. Ora il mondo intero sembra a disposizione sullo schermo del computer. Lo spazio e il tempo si sono ridotti, anzi nella trasmissione dei dati sono addirittura annullati. Le sfide sono portate a livello mondiale e gli equilibri costantemente messi in discussione. Talvolta l’umanità sente le vertigini
come se fosse sul bordo di un pericoloso precipizio”.

Ed è proprio in questo precipizio che l’etica del dovere e della responsabilità civile, simboli del vivere in comune, dovrebbero impedirci di scivolare.

La Redazione

Immagine: Il mese di Maggio 2017 del Calendario dell’Arma dedicato al Futurismo.

La Redazione

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