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Scanzonate storie dal mondo nuovo

In “Storie dal Mondo Nuovo” (Adelphi, 2016), Daniele Rielli, ironico, scanzonato, a volte realisticamente cinico, ma fondamentalmente innamorato delle parole da scegliere per mettere insieme una descrizione idonea al mondo di oggi, combina vari racconti che compongono una visione tra il brutale ed il divertente del vivere contemporaneo.

Sfuggente e rapida la scrittura scorre con quella punta di fretta che ci sentiamo tutti addosso ogni giorno, pungente come la penna degli scrittori sagaci che sanno essere ironici perché, in fondo, oggi è meglio non prendersi troppo sul serio.

Si perché prendersi sul serio fa molto “vecchio mondo” – quello delle manfrine descritte al bar del Transatlantico il giorno dell’elezione del Presidente della Repubblica – e in fondo non si combina bene col personaggio che segue una banda di writer nel cuore della notte, né con quello che deve raccontare il mondo degli innovatori e startupper invasati dalle aspettative dei fondi d’investimento.

Quindi meglio leggeri e consapevoli di parole che a volte raccontano le radici personali in un Alto Adige prigioniero di logiche impensabili, di dinamiche che non ci si aspetterebbe di trovare in un paese occidentale, tipo di logiche altoatesine che fanno deviare un’autostrada italiana perché i campi di mele “tedeschi” non vanno attraversati. Quindi al contempo osservatore e partecipante, Rielli è dentro le vicende alle quali prende parte con quel grado di separazione necessario a rimanere scrittori lucidi.

Giornalista e scrittore, Rielli evoca una narrazione di se stesso nella quale s’intravede un giovane Werther versione 2.0 al contempo innamorato e disincantato dalle storie che gli scorrono sotto gli occhi. Il giovane Werther nell’incarnazione di oggi riesce a trasformare delusione e disincanto in qualcosa di costruttivo, che grazie a quel leggero sorriso che non lo fa prendere troppo sul serio, sopravvive alle sfide lavorative nei campi delle lettere.

Quindi va bene Werther e Goethe ma siccome nel 2016 le sofferenza d’amore non fanno storia, è meglio raccontare con sarcasmo le disillusioni in tutte le loro varie incarnazioni, cercando una forma finale accettabile. Insomma, se Werther non è riuscito a cambiare fissazione, qui nel 2016 l’arte sta proprio in questo questo.

Volteggiare tra mondi diversi, raccontarne le storie, cercare di rimanere leggeri, non rinvangare sempre il passato e in fondo cercare di prendere il meglio del mondo.

Per scelta, per amore della scrittura, per essere un Werther ottimista che racconta storie dal mondo nuovo, quello con tutte le incongruenze del XXI secolo.

Melissa Pignatelli 

 

 Link al libro qui: Daniele Rielli, Storie dal Mondo Nuovo, Adelphi, 2016.

Daniele Rielli presenta il suo libro al Centro Pecci di Prato in concomitanza con la mostra “La Fine del Mondo” recensione qui, il  24 Novembre  2016 alle 18. Tutte le date italiane qui su Quit The Doner.

Immagine: Un particolare della copertina del libro

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Melissa Pignatelli

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