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“Le Implacabili”: contro gli stereotipi del femminile

Nel libro “Le Implacabili” (Donzelli Editore, 2016) Anna De Biasio analizza la rappresentazione della differenza di genere, maschile e femminile, nella letteratura americana tra Ottocento e Novecento; nel suo lavora dimostra quanto la violenza femminile sia ancora un tema di cui è difficile parlare, è un “tabù” come direbbero gli antropologi.

Il concetto di violenza, secondo filosofi come Hannah Arendt, non è la definizione di qualcosa di “naturale” ma è da mettere in relazione a fenomeni che hanno a che fare con il potere, la potenza, la forza e l’autorità.

Sottolinea la De Biasio:”A ben guardare tutti questi fenomeni sono accomunati da un elemento determinante, ovvero sono idealmente basati sull’esclusione del femminile. In quanto alleata dell’ordine (tipo in guerra), in quanto sia oggetto di violazione (come nel crimine), ma soprattutto nel suo significato basilare di lesione dell’identità dell’altro (attraverso un abuso che ne comporta la sofferenza o la morte), la violenza ha tradizionalmente funzionato come un discrimine naturalizzato del genere.

In un’ottica di lungo periodo, in Occidente, secoli di “cultura della violenza” fondata sulla necessità di difendere l’onore maschile – secondo un legame causale tra il timore di perdere il rispetto di sé e la reazione violenta – sia nei confronti dei rivali, sia in opposizione alla debolezza femminile”.

La divisione binaria tra maschile e femminile è ricorrente e tipica secondo l’antropologa Francoise Héritier di un certo sistema di pensiero basato sulle differenze sessuali. Queste vengono accentuate e messe in relazione ad altri fenomeni che hanno più a che fare con il potere e la forza che con la differenza sessuale in sé. La conclusione di Héritier riportata da De Biasio è provocante:

“Uomini e donne tendono a esagerare tali differenze sessuali, ammesso che ci siano, forse perché sono convinti che queste differenze debbano esistere”.

Se dunque il totem è il maschio forte, virile, potente il tabù è la donna forte, potente, aggressiva.

Con il riflettore puntato sull’accettazione passiva dello stereotipo delle donne deboli, leggiamo il libro di Anna De Biasio, guardiamo il quadro di Artemisia Gentileschi, pensiamo a Giuditta che decapita Oloferne, per trovare che, in fondo, i concetti di debolezza e femminile sono da ridefinire. Senza paura. Oltre i tabù che, ancora oggi, sussistono.

Melissa Pignatelli

Il quadro di Artemisia Gentileschi sarà esposto in Palazzo Vecchio, in Sala dei Ghigli da oggi fino a domenica (25-27 Novembre 2016), in occasione della giornata della violenza sulle donne. Tutte le info qui. 

Vedi il libro citato: Anna De Biasio, Le Implacabili, Donzelli Editore, 2016.

Melissa Pignatelli

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