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Cosa significano le migrazioni? Emma Bonino ragiona sui significati storici dell’Europa

Emma Bonino è stata invitata a Firenze per ragionare sul significato dei confini: la sua relazione ha fatto riflettere sul senso della storia europea, su ciò che i primi 6 paesi paesi sognavano, sulle nostre stesse radici di paese di emigrazione, sulle tante battaglie per i diritti umani vinte: battaglie che oggi fanno risplendere le nostre civiltà, che per questo attirano.

“Nel 1975 ero rinchiusa qui, nel carcere delle Murate, per le mie posizioni sull’aborto: oggi sono qui invitata come relatrice. Per me è un bagno di gioventù”, così inizia una straordinaria Emma Bonino la sua lunga riflessione su ciò che eravamo, ciò che siamo e ciò che abbiamo la possibilità di diventare se continuiamo a ragionare con la testa lucida.

Le parole dell’intervento della Bonino toccano corde profonde e cerco qui di mantenere quel suo stile diretto e chiaro per ripensare cosa ci ha portati a creare l’Europa, a ripensare il dolore e la sofferenza che ci hanno portati a creare una struttura sovrannazionale capace di impedire ai nazionalismi estremisti di guidare gli stati, a ripensare alla storia italiana ed ai suoi migranti, ai nostri nonni e zii che sono partiti a costruire altre nazioni, a ripensare un quadro generale dove le persone riprendono la loro dignità:  una donna appassionata che ancora una volta porta avanti una battaglia giusta, aprendo  un discorso di ampio respiro che rimette la testa al centro del dibattito sui migranti.

Se la diversità delle persone deve restare un valore, se l’Europa è stata costruita come una barca che ha solcato bel tempo degli anni Ottanta e Novanta, non è adesso che arriva la tempesta che si può scendere dalla barca, né tornare indietro, né farsi prendere dall’agitazione: la sponda dalla quale sono partiti 6 paesi fondatori  pieni di sogni e di speranze non è una sponda alla quale si possa pensare di tornare, continua Emma Bonino appassionatamente: “ma veramente tornare alla lira risolverebbe i nostri problemi, riporterebbe la serenità nell’ umore “malmostoso” del nostro paese?”

“Ci vuole coraggio a dire le cose come stanno, ma forse è bene dircele: certo le migrazioni contemporanee sono un fenomeno di rilievo, ma NON sono un’invasione. Molti immigrati in Italia svolgono mansioni che gli italiani stessi non vogliono fare: badanti, tate, manovali, braccianti ed è pagando i loro contributi che consentono di pagare le pensioni agli italiani”.

In effetti forse se ci guardassimo indietro con occhi costruttivi vedremmo quanta strada è stata fatta per l’alfabetizzazione, per il welfare, per i diritti umani, per i diritti delle donne, per la libertà: NON è un caso che i migranti vogliano venire in Europa. Siamo stati capaci di creare dei paesi che oggi brillano ed attirano persone da tutto il mondo.

La circolazione delle idee, l’abbattimento dei muri, le tante lotte e battaglie fatte dai paesi europei sono come una luce che attira, quindi sarebbe importante vedere il lavoro fatto e da li pensare a come continuarlo: non perdere la testa e guardare avanti per rendere l’Europa una barca più solida è il compito che si augura faranno le persone.

Anche perché le presenze dei singoli possono essere valorizzate, perché le persone possono diventare delle ricchezze nel momento in cui ci rendiamo conto di quello che possono apportare alla nostra società: i 500 000  irregolari che lavorano al nero in Italia  potrebbero, suggerisce la Bonino, essere regolarizzati. Prima avevamo la Bossi-Fini che, ad un certo punto, consentiva di regolarizzare lavoratori “clandestini”, e ora? Sarebbero molti soldi pubblici sui quali potremmo contare.

Regolamentare dunque i flussi d’ingresso nei paesi sarebbe sicuramente più dignitoso che gestire le persone abbandonandole sui confini, al freddo o  in condizioni che nessuno dei nostri parenti ha dovuto subire: certo erano condizioni durissime ma c’erano delle regole che si potevano seguire, legalmente. Per arrivare in America si pagavano biglietti di viaggio invece che scafisti, si facevano le quarantene, e poi si accedeva al paese. Era dura, ma si procedeva con dignità perché c’erano dei canali: questo vuol dire la Bonino.

Il suo è un discorso sulla dignità della persona umana che va trattata con la dignità che le spetta.

Non vuole togliere nulla a nessuno, non vuole che si inneschino dei meccanismi per i quali nuovi poveri italiani entrino i competizione con gli immigrati: le competenze sono differenti ed è con una buona regolamentazione sui criteri d’ingresso ed un percorso che si può gestire la situazione. Molti italiani sono in situazioni difficili e ad esempio i centri per l’impiego non funzionano bene per nessuno. Ma pensare che la popolazione invecchia, che nuovi lavoratori possono pagare le pensioni di un paese fatto di anziani, un paese che si spopola, può essere un modo di ripensare in maniera costruttiva una coesistenza pacifica tra vecchi e nuovi abitanti del nostro paese.

Oltre alle guerre, le migrazioni dovute ai cambiamenti climatici come la desertificazione del sahel, le migrazioni dai paesi delle primavere arabe, le migrazioni a causa di esplosioni demografiche non si fermeranno. Quindi è meglio trovare dei canali, che rinchiudersi nella paura dell’altro.

Ripensiamo alle fotografie di questi giorni delle persone in fila per un piatto di minestra calda, ripensiamo ai 5 000 cadaveri nel Mediterraneo, ripensiamoli in un’unica fila, ripensiamo ai muri: allarghiamo se è necessario le basi comuni dell’Europa in maniera da essere una barca più solida, da avere delle politiche e delle gestioni giunte, diamo delle regole d’ingresso chiare per tutti, facciamo rispettare i diritti acquisiti da tante nostre battaglie per l’eguaglianza, facciamo rispettare i nostri principi sull’individualità, sulla responsabilità e la riconoscibilità di ogni persona, le nostre leggi, i diritti delle donne, la laicità dello stato e andiamo avanti con ordine.

Usiamo il cervello, non solo la pancia.

E, se possibile, un po di cuore.

Melissa Pignatelli

L’associazione culturale La Nottola di Minerva, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e Robert F. Kennedy Human Rights Europe, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, e in collaborazione con l’associazione culturale Per Un Nuovo Mondo Comune presentano
EUROPA UNA CONVIVENZA DIFFICILE MA NECESSARIA
Relatrice: Onorevole Emma Bonino
Introduce: Stefania Costa, Associazione culturale La Nottola di Minerva
Coordina: Anna Loretoni, Associazione Per Un Nuovo Mondo Comune.

Tema e domande dell’incontro: Una riflessione sul tema del confine e della con-vivenza fra culture diverse. La Comunità Europea, a settant’anni dalla sua prima formulazione con i Trattati di Roma, seppure con i suoi limiti e le sue imperfezioni, ha realizzato l’unità in un’area geografica molto vasta e storicamente segnata da lotte e scontri.
Oggi l’Europa viene inoltre messa a dura prova da fenomeni diversi, come le crescenti ondate migratorie e la minaccia rappresentata dal terrorismo internazionale. Come dovrebbe l’Unione  Europea rispondere a questi problemi per diventare più forte e credibile?

Dibattito svolto nell’ambito di mur°arte BOUNDARIES una rassegna di incontri per interpretare il concetto di confine, linea che segna la differenza, ma anche e soprattutto spazio comune nel quale poter costruire un dialogo tra le diverse società civili, culture e religioni.

Melissa Pignatelli

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