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Aeham Ahmad, il pianista profugo che suona per portare speranza

We all believe in the same God – Muslims, Jews, Christians – and one of the messagges is have faith in me, with patience and love we can save the world – although the situation in Syria is very desperate”. Aeham Ahmad

E’ uno dei concerti più attesi della stagione invernale quello del pianista siriano Aeham Ahamad che si esibirà in Sala Vanni di Firenze il 2 febbraio. Un tour che tocca varie città italiane e che metterà in qualche modo emotivamente il pubblico in sala di fronte alle immagini di un conflitto che negli ultimi anni ha riempito le prime pagine di tutti i giornali del mondo.

Le note di un pianoforte, a volte, possono essere più forti dei fischi assordanti dei missili che precipitano o delle bombe che esplodono nelle zone di guerra. Non è la fantasia di un pacifista, né la poesia di un film d’autore. È la storia di Aeham Ahmad che il 6 gennaio torna in Italia dopo lo straordinario debutto, lo scorso novembre, in provincia di Parma per il Barezzi Festival. Un’occasione imperdibile per conoscere e ascoltare la malinconia dell’esilio di un pianista che concepisce la musica come un’arma per costruire la speranza di un mondo diverso.

Aheam arriva da Yarmouk, campo profughi palestinese alla periferia di Damasco: Classe 1989, e un diploma in musica classica al conservatorio. Le immagini di Aeham Ahmad al pianoforte, tra le macerie dei bombardamenti alla periferia della capitale siriana, hanno commosso il mondo intero. Lì Ahmad suonava ogni giorno un pianoforte montato su un carretto, circondato da bambini che lo accompagnavano con il canto. Una forma di resistenza alla guerra, il sollievo della musica contro il mortifero frastuono del conflitto militare.

Il giorno in cui i miliziani dell’Isis gli hanno bruciato il pianoforte e ucciso uno dei bambini che stavano intorno al piano, Ahmad ha deciso di lasciare il suo paese e fuggire verso l’Europa attraverso la rotta balcanica, insieme a migliaia di altri migranti, fino all’arrivo in Germania, dove acquisisce lo status di rifugiato. Con la sua musica ha iniziato la sua opera di coinvolgimento e sensibilizzazione di popoli e governi su quanto stava succedendo nella sua terra. Nell’agosto 2016   hainciso il suo  album Music for hope”, che fonde la musica classica con il canto arabo, è composto da 18 tracce che raccontano il dramma della guerra in Siria con uno stile pienamente occidentale, armonicamente congiunto con le parole e le melodie arabe.

Un incontro sorprendente che si traduce in un universo musicale inedito e affascinante. Come racconta Ahmad:“Music for hope è dedicato al mio popolo, che vuole vivere libero ma non ha alcuna voce”. Ahmad è stato il primo artista a ricevere il Premio Beethoven, nel 2015, per il suo impegno in favore dei diritti umani. Inizia a suonare nei teatri, incontra Angela Merkel, pubblica il suo primo album e vince il premio Beethoven. Attualmente sta lavorando al suo secondo album e alla sua autobiografia, entrambe in uscita nel 2017.

Una storia unica e, probabilmente, al tempo stesso, simile a quella di tanti esseri umani in fuga dalla guerra, costretti a lasciare le proprie radici alla ricerca non di un futuro migliore ma di un futuro e basta.

Ahmad quel futuro lo ha trovato.

 

Alessandra Cafiero

Aeham Ahmad, esibizione al pianoforte, 2 Febbraio 2017, Sala Vanni, Firenze.

 ore 19.00: Dialogo con il musicista e proiezione di “Blue” breve documentario sul pianista (12′), in collaborazione con Middle East Now. Ingresso Gratuito.

ore 21.00 Concerto, Posti unici, 12/10 euro più prenotazione, acquista il tuo biglietto per Aeham Ahmad qui, boxol.it

Concerto. Organizzazione a cura di Music Pool.

Fotografia di Niraz Saied.    

Altre informazioni:

Music Pool che organizza l’evento musicale a Firenze ha deciso di incontrare Aeham Ahmad prima del concerto per un’intervista – dibattito col pubblico
Sarà proiettato anche il documentario “Blue” di (durata 12 minuti) che vede Aeham Ahmad protagonista.
Un iniziativa che permetterà di conoscere meglio la storia di Aeham Ahmad, di Damasco, dei profughi e della Siria per realizzare un ponte ideale di solidarietà tra Firenze e la Siria.

Alessandra Cafiero

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