Letteratura, Scienze Sociali
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“Corpi Docili”: controllare i corpi è una vecchia prassi della sorveglianza

“La disciplina è un’anatomia politica del dettaglio” afferma Michel Foucault in Sorvegliare e Punire, “procedurizzare le prassi, misurarle, apprezzarle, sanzionarle: per conoscere, per controllare e per utilizzare”.

“La disciplina organizza uno spazio analitico”, che si può dunque sorvegliare e, se necessario, sanzionare.

“Anche se quelli che si occupano di dettagli passano per gente con i paraocchi, mi pare che l’attenzione al dettaglio sia essenziale: senza di essa non si possono costruire edifici, ne stabilire metodi. Perché non basta amare l’architettura, ma bisogna saper intagliare le pietre” diceva il Maresciallo di Saxe, citato da Foucault.

Foucault, mente eclettica delle scienze sociali, ha scritto molto sulla nascita della prigione, sulla sessualità e sulla follia in maniera storicizzata. Dalle sue analisi emerge la necessità del controllo sociale su molti ambiti di discorso e di prassi.

Ma è nel capitolo “Corpi Docili” che emerge la forza del pensiero razionale da lui osservato in tutte le sue sfaccettature assoggettanti: la disciplina organizza i corpi e li rende controllabili.

“Le discipline organizzano le cellule, gli spazi, i ranghi, segnano i posti ed indicano i valori;garantiscono l’ubbidienza degli individui ed una migliore economia del tempo e dei gesti”.

Si, perché l’organizzazione del tempo, analizza Foucault, nasce già nelle comunità monastiche. L’orario, (oggi l’agenda), nasceva tradizionalmente per non oziare. Era proibito perdere un tempo contato da Dio e pagato dagli uomini, quindi il piano della giornata doveva scongiurare il pericolo di sprecare tempo: uno sbaglio morale ed una disonestà economica”.

Il particolare modo di raccontare la Storia di Michel Foucault, che fu professore al Collège de France, ne fa uno dei più grandi e complessi pensatori post-moderni del nostro tempo.

 

Melissa Pignatelli

Testo citato: “Corpi Docili”, in Sorvegliare e Punire di Michel Foucault, 1975, Gallimard, Paris. Per l’edizione Italiana Einaudi vedere qui.

Immagine: Panopticon,  licensa CC by Jiattison, fonte originale qui.

 

Melissa Pignatelli

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