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Letture per il viaggio in Yemen che non possiamo fare

Presi dalle turbolenze di una regione complessa, quando esplodono le bombe sappiamo poco delle terre, delle valli e delle città che colpiscono. Così abbiamo pensato di preparare una selezione di letture di vario genere per capire lo Yemen, un paese nel quale non si può più andare in viaggio, dalle tracce scritte e fotografiche che i nostri giornalisti, storici, viaggiatori e scienziati ci hanno riportato per raccontarcelo.

Per ricostruire il panorama immaginario dello Yemen, ripercorrere queste pagine permetterà di compiere una sorta di viaggio fantastico subito prima di atterrare brutalmente nella realtà della guerra civile e per procura che oggi dilania il paese distruggendone, tra l’altro, anche il patrimonio storico-artististico classificato dall’Unesco.

L’Italia inoltre ha condotto importanti lavori di restauro architettonico, compresa la moschea di Sana’a, riportando anche alla luce più di 4.000 pergamene risalenti al VII-VIII secolo d.C, probabilmente testi sacri, nascoste nelle intercapedini delle pareti e delle nicchie sul versante ovest della moschea, (Fonte: Istituto Centrale per la Conservazione e il Restauro del patrimonio Archivistico e Librario).

Ma ecco cosa leggere:

Infine, per uno studio del paese in tempi sereni si può far riferimento al libro di Steven Caton, antropologo dello Yemen che oggi insegna all’Università di Harvard,Peaks of Yemen I summon. Poetry as a cultural practice in a North Yemeni Tribe è stato pubblicato dalla University of California Press nel 1990, link al libro in inglese quiCaton è stato cinque anni nel nord del paese alla fine degli anni ’90 per studiare le usanze e tradizioni con un interrogativo particolare: il ruolo della poesia per i capitribù.

E scrive: “I versi sono utilizzati in una grande varietà di contesti sociali e politici e ho cercato, non di costruire teorie di critica letteraria bensì di sviluppare un modello  di poesia come pratica culturale: comporre una poesia è costruire se stessi come portatore di pace, come guerriero o come musulmano”. La poesia permetteva di costruire la propria identità sociale, di definirsi all’interno di un gruppo.

Una pratica che dovremo aspettare molto tempo prima di poter verificare se esiste ancora.

La Redazione

Fotografia della città vecchia di Sana’a, patrimonio Unesco, bombardata. Scatto di Rod Waddington in Wikimedia, Old Sana’s, Yemen. Il primo minareto che si vede è quello della moschea Al-Madreseh, 11 settembre 2013.

 

La Redazione

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