Antropologia, Cultura, Identità, Immigrazione
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L’identità etnica. Un concetto strumentale

Diversi studiosi contemporanei, ad esempio gli antropologi, hanno evidenziato come l’identità, e particolarmente l’identità etnica, sia un concetto complesso – e che si può ricomporre in maniera strumentale – definito come “la rappresentazione di un insieme di valori, simboli e modelli culturali che i membri di un gruppo etnico riconoscono come loro distintivi”. Quest’identità etnica non riflette però una realtà statica, data una volta per tutte, ma è una costruzione che si invoca come distintiva a seconda delle circostanze, dei tempi e delle situazioni (Fabietti, 1995).

L’identità etnica è dunque qualcosa di socialmente costruito dai vari gruppi sociali in relazione agli altri gruppi di una stessa comunità. Gli eventi esterni possono determinare il suo impiego perciò l’uso di una certa “identità etnica” può essere fluido e flessibile ed adattarsi in maniera strategica a seconda della temperie, anche politica, alla collettività di cui è parte.

L’identità etnica è quindi una rappresentazione che si costruisce sulla differenza, su tratti distintivi utilizzati per contraddistinguersi ed in genere “si tratta di definizioni mediante cui un determinato gruppo si auto-attribuisce una omogeneità interna e – contemporaneamente – una diversità rispetto ad altri”.

La definizione di identità etnica elaborata criticamente dagli antropologi, che fanno notare come il suo uso sia circostanziato, è  frutto di un’intensa frequentazione degli “altri”, ed è stata elaborata verificando sul campo come i diversi gruppi locali si definiscono e come si relazionano nei contesti più ampi di cui sono parte.

L’antropologia culturale è una materia che studia le differenti culture contemporanee ed ha avuto bisogno di elaborare concetti come quello di identità etnica per comprendere ed analizzare le diverse realtà sociali con cui si confrontava: dagli Inuit del Canada alle popolazioni andine del Perù, dalle tribù nomadi dell’Iran e Pakistan alle società segmentarie dei Nuer del Sudan, dalle caste Indiane alle popolazioni nilotiche, dagli argonauti del Pacifico Occidentale agli Indiani d’America.

Oggi più che mai questi strumenti concettuali dell’antropologia culturale ci possono aiutare a comprendere la realtà contemporanea: usare criticamente queste conoscenze può contribuire ad analizzare eventi gravi che vedono coinvolte diverse popolazioni in diversi punti della terra.

Non bisogna però lasciare che certi discorsi neo-razzisti si impossessino di categorie, come identitàetnia, cultura, tribù proprie del linguaggio di frontiera dell’antropologia culturale per legittimare discorsi di esclusione o di razzismi de-biologizzati.

Ma piuttosto utilizzarle per elaborare nuovi orizzonti di significato.

Melissa Pignatelli

Testo citato di Ugo Fabietti, L’Identità Etnica, Storia e Critica di un Concetto Equivoco, Carocci editore, 1995

La fotografia illustra la copertina del libro di Jan Nederveen Pieterse, Globalization and Culture. Global Melange, Rowman and Littlefield, Lanham, 2009, fonte qui.

Melissa Pignatelli

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