Cultura, Letteratura, Notizie brevi
Leave a comment

“Il musulmano errante”: un racconto mediorientale

Il musulmano errante non è un libro facile. Il testo, dall’apparenza succinta, racconta una vecchio mistero religioso mediorientale nascosto tra le pieghe acute di una storia che il narratore, Alberto Negri, riporta quasi come le leggende orali, mescolandola con fatti ed eventi contemporanei.

Le storie trattengono sempre qualcosa delle epoche che attraversano, delle tradizioni narrative che le reinterpretano per tramandarle e questo libro, a ben guardarlo, riproduce qualcosa che contraddistingue proprio le leggende.

Infatti ne Il musulmano errante, Negri mescola l’insegnamento con le sembianze di ciò che accade nel tempo attuale di chi ascolta, in un sottile e complesso gioco di specchi che storicizza fatti recenti ed attualizza un’antichissima tradizione mistica, quella alauita, con lo scopo di tramandare un insegnamento profondo, proprio come nelle favole.

La storia potrebbe essere riassunta così:

“C’era una volta ad Aleppo, nella Qalah, la cittadella di Seif al-Dawla, un segreto mistico custodito dalla setta degli alauiti. Questo segreto sopravvisse per mille anni ed arrivò ad intrecciarsi con gli interessi della guerra siriana del XXI secolo. Ma tra i soldati di Bashar Al-Asad, il presidente alauita del tempo, lo conoscevano in pochi.

Gli alauiti credevano nell’immortalità dell’anima, ovvero nel fatto che dopo molte trasmigrazioni le anime dei veri credenti diventassero stelle. L’imam Ali, referente della tradizione sciita, era la figura religiosa più importante a cui si riferivano gli alauiti. Al-Khasibi ne aveva ha diffuso il credo e Soleyman Effendi – l’anima in pena della storia alauita – aveva avuto un ruolo cruciale. La sua ricerca di fede lo aveva allontanato dalle sue origini e portato a contatto con l’occidente protestante: ma per la colpa di aver scritto per gli inglesi i segreti alauiti fu  punito con una morte terribile e la sua lingua conservata sotto spirito. 

Oggi la cittadella di Aleppo, custode delle spoglie di al-Khasibi, è praticamente distrutta. Ma il segreto ha permesso agli alauiti di rimanere al potere contro il volere di tutte le potenze occidentali e di vincere la guerra di Siria”.

Così, proprio come le vecchie leggende, il testo ha un significato che va mettendo insieme i vari fili della narrazione, degli approfondimenti storici, delle connessioni con all’attualità, degli interessi geopolitici contemporanei, delle fazioni al potere nei vari paesi del Medio Oriente e Nord Africa, delle rivalità tribali ricostruite, delle memorie sul campo dell’inviato di guerra, delle connessioni con le relazioni internazionali: un intrico complesso che prende corpo solo per chi vuole davvero sapere e cerca, nei disegni nascosti delle parole, il significato stratificato di questa moderna parabola.

Così dunque Negri ci lascia lo schizzo di una storia densa come la via lattea.

Rimaniamo a pensare, a riflettere, ad immaginare, a rileggere per trovare il senso di questa traccia.

E per trovare l’insegnamento potremmo meditare su un antico detto islamico che recita : “a colui che percorre una via cercandovi la scienza, Allah spianerà la strada del paradiso”.

Melissa Pignatelli

Il Musulmano Errante. Storia degli alauiti e dei misteri del Medio Oriente (Rosenberg & Sellier, 2017) di Alberto Negri ha vinto il Premio Internazionale Capalbio 2017. La serata di premiazione si svolgerà il 26 Agosto 2017 a Capalbio in Piazza Magenta dalle ore 18.30, informazioni qui.

Fotografia di Felice Andreis, L’uomo che guarda, Ansedonia (GR), 1932 (Fonte: Catalogo Un uomo che guarda, Photoedizioni, 2013 e  FeliceAndreis.com – Vintage photography).

Melissa Pignatelli

Rispondi