Cultura, Identità, Sociologia
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Riconoscere le diversità, ritrovare la propria identità

“Un prato non sarebbe così bello se fosse composto da un solo tipo di fiore”, ha detto recentemente il Dalai Lama ad un incontro interreligioso a Firenze. Ma allora che cosa contraddistingue la nostra identità e perché il confronto con la diversità mette in crisi le nostre società contemporanee?

Chiedersi che cosa sia l’identità e cercare la risposta in un dizionario di scienze sociali potrebbe però rivelarsi controproducente. Consultando i dizionari di sociologia (ben tre) e di politica (uno, curato da Norberto Bobbio) alla “i” non si trova la voce “identità” bensì  “ideologia”.   Cercando invece tra gli scritti degli antropologi si possono trovare volumi interi dedicati esclusivamente a questo concetto particolarmente complesso.

Nella maggior parte di questi volumi l’identità si lega intimamente al concetto di cultura, ovvero ad un complesso dinamico di costanti interazioni. L’identità non è quindi sinonimo di “autenticità” ma è una costruzione in continua via di definizione, a seconda della provenienza di elementi di confronto.

L’interazione tra culture peò non significa necessariamente “dialogo”, “negoziazione” o “scambio” reciproci, e neanche idilliaca assenza di conflitto. L’ibridazione, il meticciamento, il sincretismo sono risultati, oggi come in passato, di eventi e processi di negoziazione tipici delle comunità umane in movimento che, nella loro composizione, danno forma a quelle che sono le identità culturali. In questo senso secondo Clifford “i frutti puri impazziscono”: perché è molto difficile che le società rimangano mai completamente statiche o isolate o incontaminate.

La ricerca di un’autenticità radicata in una determinata cultura o in un determinato territorio  è dunque una sorta di sforzo mitico che non tiene conto dei flussi, delle molteplici forme delle vie di comunicazione, delle strade, che fanno convergere le persone.

Come quasi profeticamente osservava Claude Lévi-Strauss: “quel che va salvato è la diversità”.

E’ forse solo riconoscendola in ognuno di noi che potremmo valorizzarla al meglio, fino a comporre pacificamente quel prato variegato e colorato di cui parla il Dalai Lama.

Melissa Pignatelli

James Clifford, Routes, Travel and Translation in the late Twentieth Century, Harvard University Press, 1997.

Claude Levi-Strauss, Razza e storia e altri studi antropologici, 1967.

Fotografia di Bernardo Ricci Armani, Tulips, Amsterdam, 2012, Photographingaround.me

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Melissa Pignatelli

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