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In Giappone: libri, lettere, storie ed etnografie

Il Giappone, l’estremo geografico dell’Asia Orientale, può risultare un mistero se lo si guarda solo con la prospettiva occidentale. In pochi decenni, il Paese è passato da un sistema feudale imperiale, con un esercito proprio ad essere una repubblica politicamente e militarmente debole ma tra le maggiori potenze tecnologiche ed economiche del mondo.

Nel XVII secolo, dopo un lunghissimo periodo di apertura e di espansione nel continente asiatico, l’ascesa della dinastia dei Tokugawa (1600-1868), e del loro sistema sociale feudale rigido, segnò la chiusura del paese alle influenze culturali ed economiche esterne; una chiusura volta a sviluppare del mercato interno invece di quello estero.

Il Giappone si riaffacciò sulla scena internazionale in concomitanza con la crisi del sistema feudale a causa delle pressioni commerciali inizialmente solo russe e poi provenienti da molteplici potenze commerciali insediatesi sulle coste asiatiche. A queste nuove relazioni economiche fece seguito l’apertura politica dell’Impero Meiji (1868 – 1912), il quale dette avvio alla costruzione dello Stato giapponese moderno sul modello delle democrazie europee.

Il periodo “illuminato” Meiji corrispose ad un’apertura del Giappone alla cultura politica, filosofica e letteraria europea così come all’importazione di nuove tecnologie. Sul finire dell’epoca, si sviluppò tra gli oligarchi il timore di una possibile contestazione del sistema imperiale in relazione al nuovo modello politico. Si tornò, dunque, ad una politica interna di stampo maggiormente tradizionalista pur mantenendo una presenza internazionale espansiva, soprattutto verso l’Asia orientale.

Lo sviluppo economico del Giappone contemporaneo prese avvio con l’inizio della Prima Guerra Mondiale durante la quale furono potenziati i settori della produzione metalmeccanica e dell’industria pesante; settori che furono poi riconvertiti verso l’industria tecnologica dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Alla crescita dell’industria e del commercio bellico seguì nel dopoguerra una trasformazione sia sociale, con migrazioni di masse contadine verso le città, sia politica, con una moltiplicazione di partiti sia di stampo nazionalistico che quelli comunisti d’influenza cinese.

L’espansionismo giapponese di tipo imperialista si fece molto più aggressivo nel periodo tra le due guerre, tanto da culminare nell’attacco a Pearl Harbour nel 1941.

Le conseguenze della Seconda Guerra mondiale furono molto pesanti per il paese. La sconfitta subita con l’esplosione delle due bombe nucleari americane a Hiroshima e Nagasaki cambiò radicalmente l’assetto politico ed economico del paese. Dal 1945 fino al 1952, gli Stati Uniti imposero un propria presenza sia militare che politica: obbligarono l’Imperatore a rinunciare al suo titolo e a trasformarlo in un’istituzione a garanzia della Costituzione, quest’ultima redatta e approvata unicamente autorità politiche americane senza consenso da parte dei giapponesi. L’industria bellica dovette essere riconvertita a causa dello smantellamento dell’esercito giapponese imposto dal controllo americano. Fu proprio questa imposizione a dare la spinta per la grande trasformazione dell’economia verso le industrie della tecnologia e dell’informatica, grazie alle quali il Giappone divenne una delle principale potenze economiche dell’Asia e del mondo.

Il Giappone nell’antropologia e nella letteratura

Il Giappone del Secondo Dopoguerra è raccontato da Fosco Maraini in Ore Giapponesi (Corbaccio, 1956). Maraini ripercorre i viaggi interni al paese avvenuti tra il 1953 3 il 954, solo qualche anno dopo l’esplosione delle due bombe atomiche e l’inizio dell’occupazione militare americana. Il Paese era ancora povero e tecnologicamente arretrato: il Giappone degli anni Cinquanta offriva agli occhi dell’osservatore piuttosto la fase terminale d’un passato profondo e venerando, che l’aurora di un futuro imminente, incommensurabile e diverso.

Maraini da etnografo ha studiato approfonditamente le antiche popolazioni dell’arcipelago giapponese in particolare le donne Ama, le pescatrici di perle, la cui storia è raccontata in L’isola delle pescatrici (Leonardo da Vinci editore, 1964); così come gli Ainu, un’antica popolazione situata tra l’isola di Hokkaido e quella russa di Sachalin, raccontata in Gli Iku-bashui degli Ainu (1942). Un bellissimo libro fotografico, con gli scatti originali di Fosco Maraini è stato recentemente pubblicato da Giunti con il titolo L’incanto delle donne del mare. Fotografie. Giappone, 1954, da una mostra a Firenze del 29 marzo-22 Aprile 2012.

Un recente studio di Luigi Urru ha messo in evidenza la vicinanza culturale giapponese grazie ad un’analisi sociale attorno all’importanza dei ciliegi in Il fantasma tra i ciliegi topografie di primavera a Tokyo (Liguori editore, 2007).  Così racconta Urru la sua ricerca etnografica “una ubriacatura di fiori, di bellezza e di sake: a Tokyo, come nel resto del Giappone, la fioritura dei ciliegi a primavera induce una effervescenza collettiva che non trova analogo riscontro in altre regioni dell’Asia orientale. L’autore ne esamina la molteplicità delle manifestazioni (la festa dei sensi, l’allentamento delle convenzioni sociali, i risvolti identitari e nostalgici), e parallelamente indaga come le categorie di nazione e tradizione per essere disponibili siano continuamente rimaneggiate e mostrino una volatilità persistente qui definita come “fantasma”. Al pregio documentario dell’etnografia il volume somma quelli derivanti da un dialogo assiduo con la letteratura, l’urbanistica e l’estetica in cui il fascino di Tokyo, luogo del desiderio per generazioni di giapponesi e ora citato esempio di metropoli globale, è inseguito nella sua complessità senza cedere né a lusinghe esotizzanti né alla facile dicotomia Oriente/Occidente. La città e i suoi abitanti appariranno meno enigmatici, sicuramente più vicini di quanto la distanza geografica e le versioni correnti nei media vogliano far credere”.

La straordinaria apertura del paese e la sua radicale trasformazione avvenuta dopo il crollo del Blocco sovietico è documentata da Tiziano Terzani in In Asia (TEA editore, 1998). Il libro raccoglie numerose testimonianze delle trasformazioni interne dei paesi asiatici, particolare attenzione viene data al Giappone e la straordinaria velocità di cambiamento economico e sociale alla quale viaggiava rispetto agli altri paesi che invece si stavano affacciando per la prima volta alla modernità.

Tra i numerosi libri ve n’è anche uno, curato dal figlio Folco Terzani, che raccoglie le fotografie realizzate da Terzani nei suoi viaggi di lavoro: Un mondo che non esiste più (Longanesi, 2010) mostra la quotidianità del giornalista nelle realtà asiatiche in piena evoluzione.

Per capire invece com’era strutturata la società premoderna giapponese è possibile leggere il lungo romanzo epico di Murasaki Shikubu, Storia di Genji (Einaudi Editore, 1992). Il romanzo racconta le vicende amorose del principe Genji e coglie dettagliatamente i rituali di corte e le abitudini dell’aristocrazia giapponese che all’epoca era culturalmente chiusa e aveva pochissimi rapporti con le realtà contadine o semplicemente non-aristocratiche.

Una storia dettagliata del Giappone moderno è stata realizzata da Francesco Gatti e Rosa Caroli in Storia del Giappone (Editori Laterza, 2006) e per cogliere le specificità intrinseche del sistema politico giapponese attuale è possibile leggere Italy and Japan, How similar are they? di Silvio Beretta, Axel Berkofsky e Fabio Rugge (Springer, 2014).

Mentre scriviamo scopriamo che il Nobel per la Letteratura 2017 è stato assegnato a Kazuo Ishiguro giapponese naturalizzato britannico. Per la segretaria permanente dell’Accademia di Svezia, Sara Danius, Ishiguro ha uno stile particolare che le ricorda vari autori, tra cui Jane Austen, Franz Kafka e Marcel Proust.

Barbara Palla

Agli Uffizi di Firenze, dal 4 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, è possibile visitare la mostra Il Rinascimento Giapponese: la natura nei  dipinti su paravento dal XV al XVII secolo.

Alla Permanente di Milano, dal 4 ottobre  2017 al 28 gennaio 2018, è invece in mostra l’artista Kuniyoshi con la mostra KUNIYOSHI. Il visionario del mondo fluttuante.

Il Giappone sarà anche il tema principale del Festival del Film Documentario – 58° Festival dei Popoli con la prima retrospettiva europea del regista Kazuhiro Soda che si terrà tra il 10 e il 17 ottobre 2017 a Firenze.

Fotografia: Sakura Blossom, Evgeny Fedorov, 2008

Barbara Palla

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