Cultura, Letteratura
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L’universo fantastico e fluttuante di Kuniyoshi in mostra a Milano

L’interesse per l’arte giapponese in Italia continua a Milano con una mostra dedicata al maestro del mondo fluttuante, ukiyoe, Utagawa Kuniyoshi (1797-1861). L’esposizione Kuniyoshi. Il visionario del Mondo Fluttuante raccoglie le innovative stampe su carta del maestro, che hanno successivamente influenzato la cultura manga e anime (fumetti e film di animazione) giapponese. Le sue 165 opere, provenienti dalla Masao Takashima Collection, saranno in mostra dal 4 ottobre 2017 fino al 28 gennaio 2018 presso il Museo della Permanente di Milano.

Utagawa Kuniyoshi si affermò sul finire del periodo Edo (detto anche periodo Tokugawa, 1603-1868) in un contesto artistico in rapido mutamento a causa dell’arrivo di influenze artistiche occidentali ed europee. Le prime stampe, impresse su carta mediante matrici di legno, riprendono i temi classici dell’epoca Edo: sono presenti infatti vedute della città di Edo, allora capitale del Giappone, delle sue province e del Monte Fuji. A partire dal 1850, Kuniyoshi iniziò a sperimentare ritraendo soggetti innovativi come gli eroi e i guerrieri, alcuni animali mostruosi, fantasmi e spettri, arrivando fino alle caricature, uno stile giunto in Giappone proprio dall’Europa. Degli schemi artistici europei, Kuniyoshi riprese anche la pittura su grande formato realizzando trittici e polittici, arrivando a volte ad accostare anche sei fogli.

La principessa Tamatori ruba il sacro gioiello
dal Palazzo del Drago, trittico di ōban, Kuniyoshi, 1853

Il successo venne proprio dalla sua capacità di realizzare le figure eroiche su un grande formato. Le storie mitologiche, da sempre tramandate con piccole illustrazioni, trovarono con Kuniyoshi un nuovo respiro. Un editore decise infatti di affidare all’artista l’illustrazione di una nuova edizione di libri che narrassero le storie mitologiche degli eroi Suidoken. Kuniyoshi riuscì a rendere gli eroi in modo molto dettagliato, cogliendone il carattere personale e le abilità marziali. I libri ottennero un grande successo e la collaborazione si proseguì nella realizzazione di altri romanzi, dando vita ad uno stile particolare che sarà poi ripreso dai molto più moderni scrittori e disegnatori di manga e anime.

Il mondo dipinto dal maestro Kuniyoshi è in qualche modo parallelo a quello della sua epoca: umoristico, fantastico e visionario. La sua massima espressione si trova infatti nel gioco, nei giga (caricature) e nei kagee (giochi di ombre). Con un’incredibile abilità tecnica, ricca di dettagli, di realismo e creatività il maestro riusciva a prendersi gioco dei personaggi più in voga dell’epoca, superando la censura che colpiva la produzione ukiyoe  mediante l’uso di particolari animali antropomorfi.

Anche nel ritrarre l’universo femminile Kuniyoshi fu innovativo e creativo. All’immaginario ukiyoe di bellezza idealizzata, egli preferiva la rappresentazione più realistica. Le donne infatti si presentano molto più imponenti rispetto ai suoi predecessori, ritratte in un nuovo modo realistico che gli permetteva di diversificare i soggetti. Le donne aristocratiche, le cortigiane e le geishe sono accompagnate da donne comuni ritratte nelle loro attività quotidiane.

Serie senza nome di donne che si riflettono allo specchio, Kuniyoshi, 1845

L’originalità e la poliedricità di Kuniyoshi è restituita nella mostra di Milano con un percorso diviso in cinque sezioni tematiche: Beltà, Paesaggi, Eroi e guerrieri (con una speciale sottosezione dedicata ai 108 eroi Suidoken), Animali e parodie e Gatti. Questi ultimi sono stati probabilmente la sua più grande passione artistica, sono i soggetti di numerose opere ma sono presenti anche come personaggi minori in un gran numero di realizzazioni.

La Redazione

La mostra, prodotta da MondoMostre-Skira e curata da Rossella Menegazzo, è stata inaugurata il 4 ottobre 2017 e terminerà il 28 gennaio 2018.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.30 fino alle 19.30 presso il Museo della Permanente di Milano, via Turati, 34 – Milano.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito qui.

In fotografia: Teppozū, Serie: Luoghi famosi di Edo, circa 1832-1833.

 

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