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Il voto in Kenya, Nairobi in sette fotografie

Il Kenya è alle prese con un complesso appuntamento elettorale, che vede opporsi gli stessi due gruppi politici delle ultime tre elezioni. Il Paese è contrassegnato da profonde disuguaglianze economiche, sociali e politiche, che corrono lungo le divisioni etniche della popolazione. Il gruppo etnico che ha governato quasi ininterrottamente dai tempi dell’indipendenza è quello dei Kikuyu, oggi guidati da Uhuru Kenyatta, figlio del leader dell’indipendenza Jomo Kenyatta. Il candidato dell’opposizione, Raila Odinga, è invece figlio del primo Premier del Kenya indipendente, Oginga Odinga, appartenente al gruppo etnico Luo. I due candidati si erano già affrontati alle elezioni del 2013.

Le disuguaglianze e le disparità escludono o pongono in posizione marginale della competizione politica alcuni gruppi etnici, provocando in questo modo un generale senso di frustrazione. All’avvicinarsi degli appuntamenti elettorali in alcuni casi questa frustrazione si è trasformata in tensione o violenza.

Nel 2007, in seguito alla vittoria del candidato kikuyu, il Kenya aveva dovuto affrontare un periodo di violente contestazioni che avevano provocato la morte di numerosi manifestanti a Nairobi. Nel 2008, per evitare che si riproponessero episodi così gravi, fu istituita una Corte Suprema il cui compito era di supervisionare lo svolgimento delle elezioni.

La stessa Corte Suprema nel mese di agosto scorso ha invalidato il risultato delle elezioni per irregolarità e indetto una nuova consultazione per il mese di ottobre. In questa occasione però la situazione è stata ulteriormente complicata da un appello al boicottaggio da parte del candidato dell’opposizione, Raila Odinga, sfociato poi in episodi di violenza nelle zone suburbane della capitale Nairobi e nella città di Kisimu, roccaforte del gruppo etnico Luo.

Di seguito alcune foto di Nairobi realizzate dal reporter Giovanni Porzio nel 2013.

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Barbara Palla 

Giovanni Porzio è reporter e fotografo. Collabora con il settimanale Venerdì di Repubblica ed è stato inviato di guerra per Panorama, per il quale ha seguito i principali conflitti del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Asia, dei Balcani e del Caucaso.

I suoi altri reportage sono disponibili sul suo sito personale.

Barbara Palla

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