Arte, Cultura
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Un video game per capire l’arte islamica

L’arte islamica diventa un videogame, questa è l’idea del giovane sviluppatore iraniano Mahdi Bahrami che ha rilasciato lo scorso 23 ottobre 2017 il gioco per computer chiamato Engare. Il videogame pone l’accento sulla stretta relazione che intercorre tra la scienza matematica e l’arte decorativa tipica degli interni dei palazzi islamici e  delle moschee. Il giocatore può così scoprire e carpire tutti i sentimenti e le emozioni nascoste all’interno delle  complesse geometrie decorative.

Bahrami ha tratto ispirazione proprio dalle decorazioni presenti nei palazzi moreschi della Spagna, nelle antiche città fortificate del Nord Africa, e soprattutto delle moschee dell’Iran. Al centro della sua attenzione vi sono infatti i monumenti della sua città natale Isfhahan, antica capitale della Persia, dove ha potuto ammirare splendidi esempi del progresso tecnico, architettonico e decorativo, com’è il caso della Moschea dello Shah o della Moschea di Lotfollah riconoscibili per la dominanza del colore blu.

Modello decorativo di Engare, concesso da Mehdi Bahrami

Lo scopo del gioco è di replicare un pattern o un modello fornito dal gioco muovendosi grazie ai comandi del computer. Da un cerchio – forma alla base dell’arte islamica – via via scomposto e ricomposto, si assiste all’evoluzione delle linee fino alla realizzazione dei vari motivi, replicabili all’infinito e adatti sia alla superficie bidimensionale di un muro che alla decorazione della volta di una cupola. Da motivi semplici si passa, superando progressivamente i livelli, alle più complesse decorazioni di palazzi antichi come per esempio le decorazioni interne delle stanze dell’Alhambra di Granada.

Engare è quindi incentrato su movimento e geometria, armonia e simmetria, formule e algoritmi. Gli stessi elementi all’interno dei quali si è mosso per secoli l’estro creativo degli artisti islamici confrontati al divieto religioso della rappresentazione della figura umana. Il giocatore potrà quindi scoprire che dietro agli intrecci, ai moduli e alle loro infinite ripetizioni si celano le rappresentazioni degli stati d’animo e delle emozioni dello spirito umano.

La Redazione

Per maggiori informazioni sul gioco è possibile consultarne il sito, qui.

In fotografia Soffitto della Moschea di Lotfollah a Isfahan, Iran, Philip Maiwald, 2008.

La Redazione

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