Cultura, Sociologia
Leave a comment

Quali sfide per l’Europa del 2018? Il rapporto dell’Ispi

Che forme avrà il nostro mondo nell’anno che abbiamo appena inaugurato? L’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, ha analizzato gli eventi del 2017  la cui  portata potrà influenzare la nostra società nel 2018. Nel dossier Il mondo che verrà, pubblicato il 26 dicembre 2017, gli esperti e i ricercatori dell’Istituto rispondono a dieci interrogativi cruciali per il prossimo futuro. L’analisi è arricchita da schede di approfondimento su specifici personaggi o eventi sui cui tenere alta l’attenzione internazionale. Ne emerge un’Europa in posizione centrale sullo scenario globale a causa dei numerosi intrecci che la interessano, il cui concatenamento avrà infatti conseguenze a livello internazionale.

I confini europei sono posti sotto numerose pressioni sociali, politiche e demografiche. A cominciare dalle frontiere a est con la Russia. Il Presidente, che sarà alle prese nel prossimo anno con la propria rielezione, tiene ancora in scacco le istituzioni impegnate nella questione dell’Ucraina. Al contempo, la Russia è divenuta interlocutore imprescindibile nelle trattative che interessano il Medio Oriente, da cui inoltre provengono flussi di persone in fuga che hanno messo alla prova le frontiere sud-orientali e rinvigorito alcuni sopiti spiriti nazionalistici.

I flussi migratori interessano anche zone europee più meridionali, in particolare l’Italia, punto di arrivo di persone provenienti dalle coste della Libia. In questo contesto, il ruolo italiano sta mutando rapidamente. La sua posizione geografica strategica nel Mediterraneo gli permette di assumere una nuova funzione di dialogo e di mediazione. I numerosi viaggi compiuti sia dai Primi Ministri che dai Ministri degli Esteri e dell’Interno – che hanno portato alla recente apertura dell’Ambasciata italiana a Niamey, capitale del Niger, e verso la prossima Conferenza Italia-Africa prevista per giugno 2018 – sembrano andare in questa direzione.

Un altro tipo di pressione proviene dal nord, dalla trattativa che sancirà la definitiva uscita della Gran Bretagna dall’UE. La Brexit sarà infatti un momento importante sia dal punto di vista economico che politico, a causa della recente crescita di movimenti politici dal basso caratterizzati da un forte sentimento anti-comunitario, probabilmente capaci di portare verso ulteriori incrinature nell’architettura europea.

L’analisi dell’ISPI, fa emergere però una nota positiva: l’impegno condiviso degli Stati membri nella creazione del PeSCo, il sistema di cooperazione multilaterale e permanente nel campo della difesa comune. Questo strumento, sul quale è in corso una fertile discussione tra gli Stati partecipanti, permetterà all’Europa di rendersi autonoma dalla NATO e al contempo contribuire in modo sostanziale alla sicurezza globale combinando strumenti di hard e soft power con iniziative diplomatiche.

Proprio la volontà di collaborare dimostrata con il PeSCo deve essere l’esempio da seguire per il 2018. Solo con l’espansione di questo sentimento, che deve essere rinforzato e nutrito con nuovi impegni condivisi, è immaginabile una compattazione europea a fronte delle crescenti faglie e incrinature politiche, sociali, demografiche e soprattutto geografiche.

La Redazione 

Per leggere e scaricare il dossier completo è possibile visitare il sito dell’ISPI, qui.

Fotografia di Bernardo Ricci Armani, Night Walk in La Défense, Parigi, 2015, Photographingaround.me

La Redazione

Rispondi