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Suoni di Lagos, Nigeria. La musicalità particolare di Emeka Ogboh

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Ogni giorno, ogni persona in ogni sua attività partecipa a scandire il ritmo musicale, spesso cacofonico, della propria città. Suoni discordanti, assordanti, tuttavia caratteristici e peculiari possono, se combinati e arrangiati, riprodurre una mappa sonora e musicale della città. Questo è infatti il lavoro dell’artista nigeriano Emeka Ogboh il quale attraverso i suoi sound landscapes o soundscapes, orizzonti sonori, ha realizzato alcuni particolari tipi di mappe di Lagos, una delle principali città costiere della Nigeria, nella regione dell’Africa Occidentale.

Emeka Ogboh è originario di Enugu, una città dell’entroterra nella Nigeria sud-orientale, ha studiato Belle Arti presso l’Università di Nigeria a Nsukka, uno dei cinque istituti di alta formazione del paese, per poi proseguire gli studi a Berlino e all’Accademia di Fayoum in Egitto. In quest’ultima città, dopo aver seguito un corso dedicato alla sound art –  la disciplina artistica che prevede l’uso di eventi sonori o registrazioni come materie prime per la composizione musicale – ha deciso di lasciare da parte la sua esperienza di grafico per dedicarsi ad una modalità di rappresentazione artistica della realtà incentrata nell’udito.

Ogboh ha quindi iniziato a registrare i suoni della città di Lagos, in Nigeria, combinandoli con i ritmi frenetici delle percussioni tipici delle sonorità tradizionali e etniche dell’Africa subshahariana. La musica e l’oralità in alcune tradizioni africane occupano anch’esse un ruolo fondamentale nella scansione del tempo e delle attività quoridiane. Ne risultano dei viaggi sonori molto ritmati che hanno una dimensione sia geografica, capaci di portare l’ascoltatore attraverso i vari quartieri della città, sia storica grazie all’integrazione di registrazioni d’archivio. Nelle composizioni di Ogboh si apprezza anche il ritmo della constante evoluzione della città: dai rumori di ferraglia delle vecchie corriere si passa ai ronzii più dolci dei nuovi autobus, così come subito dopo il trambusto del mercato emerge quello di un cantiere stradale, infrastrutturale, al quale si mescolano poi le voci di cantanti e passanti.

La scelta di registrare la città di Lagos non è però casuale: fin dal periodo coloniale, dagli inizi dell’Ottocento, la città è stata in espansione e costante trasformazione. I primi a insediarvisi furono i portoghesi i quali sfruttarono la sua posizione strategica per trasformarla in un emporio di scambio commerciale sulla rotta verso le Indie. Seguirono poi gli inglesi i quali la trasformarono in vero e proprio porto commerciale, costruirono una rete stradale così come un gran numero di infrastrutture portuali. Lagos divenne città dell’Impero britannico nel 1861 e capitale della Colonia di Nigeria nel 1914.

Sia durante il periodo di controllo britannico che dopo l’indipendenza, concessa nel 1960,  Lagos è diventata progressivamente un punto di riferimento economico e commerciale per tutta la regione occidentale dell’Africa: in essa confluivano numerose comunità immigrate dai paesi limitrofi, e dalle regioni interne della stessa Nigeria,  la cui attività principale era il commercio e il trasporto delle merci da e verso i porti urbani. Nonostante la Nigeria abbia vissuto un lungo periodo di instabilità politica, con una lunga stagione di colpi di stato militari e regimi autoritari tra il 1967 e il 1991, e la capitale politica sia stata spostata ad Abuja, lo sviluppo di Lagos non si è mai arrestato.

Lagos non è solo un grande hub economico africano, è anche teatro di una frizzante vita  artistica e culturale che si esprime in vario modo dal Lagos Photo Festival, unico evento artistico legato alla fotografia in Nigeria, al African International Film Festival, una rassegna di film e produzioni cinematografiche dedicate all’Africa  alcune delle quali realizzate proprio negli studi  di quella che viene chiamata Nollywood (Nigerian Hollywood). A Lagos vive anche Wole Soyinka romanziere, saggista, attivista politico e drammaturgo nigeriano, primo scrittore africano ad essere insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1986, che in una lunga intervista descrive e racconta il particolare stimolo che la città rappresenta nella produzione artistica locale.

La scelta della città di Lagos non è quindi casuale, ogni città tuttavia è caratterizzata da una sua particolare musicalità polifonica, da un suo suono caratteristico e distintivo, per scoprirlo è sufficiente ascoltare.

Barbara Palla

Emeka Ogboh presenterà, venerdì 2 febbraio 2018 a partire dalle 17.00, a Firenze nella cornice del Black History Month Florence, in collaborazione con Radio Papesse, la sua installazione sonora Lagos Soundscapes, la mappa sonora della città di Lagos. Per maggiori informazioni sull’evento è possibile consultare il sito de Il Reporter.

Per scoprire alcune sue registrazioni è possibile visitare  il sito di Radio Papesse, qui.

Per maggiori informazioni sull’artista è possibile consultare il suo sito personale, qui.

In fotografia:  Recording in Yaba, Lagos di Emeka Ogboh

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Emeka Ogboh

Barbara Palla

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