Pubblicato il 19 Febbraio 2018

“La fuga dei cervelli”, versione satirica

di La Redazione

Ha riso: l’hanno accusato di prendere in giro il regime e l’hanno picchiato.
Era silenzioso: l’hanno accusato di ordine un complotto contro il governo.
Ha condotto una vita allegra: l’hanno arrestato per immoralità.
Ha inseguito la ricchezza: l’hanno accusato di corruzione.
Ha inseguito il potere: l’hanno accusato di opposizione al governo.
Ha pianto: l’hanno arrestato con l’accusa
di disfattismo.
Ha scritto: l’hanno arrestato con l’accusa di diffondere menzogne e di insultare i leader.
Non ha scritto: gli amici lo hanno accusato di complicità al potere.
Ha camminato: l’hanno picchiato con l’accusa di vagabondaggio.
Si è seduto: l’hanno accusato di ostruire il passaggio.

Alla fine, un bel giorno, ha usato il cervello: è fuggito.

La morale: uno dei motivi della fuga dei cervelli è l’uso del cervello.

 

La Redazione

Fonte: Iran, Gnomi e Giganti, Paradossi e Malintesi, Ebrahim Nabavi e Reza Abedini, Editore Spirali, 2008.

Illustrazione: Come farsi una borsa Furoshiki

 

By |2018-02-19T12:00:19+00:0019 Febbraio 2018|Cultura, Letteratura, Storie d'Altri|