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Proverbi analoghi in arabo, italiano e inglese: prove del sentire comune

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I proverbi, ci dice la paremiologia, sono come dei sedimenti della tradizione, dell’esperienza e della memoria: tramandano, perlopiù oralmente, saperi popolari ripetetuti e raccolti da secoli di vita quotidiana. La loro forma sintattica cadenzata e semplice dimostra l’antichità linguistica dei contenuti.

E’ dunque alla linguistica che ci rivolgiamo oggi per fornici dati certi sul comune sentire tra gli esseri umani procedendo con esempi di proverbi il cui significato si ritrova in lingue diverse.

Nei proverbi che riportiamo di seguito vediamo che, oltre alla traduzione che ne spiega il senso, ritroviamo un insegnamento con parole analoghe, a volte identiche, (come in quello del ciabattino) in arabo, in inglese ed in italiano.

Questa piccola selezione – una sorta di pillola di paremiologia comparata interculturale – dimostra, al di là di molti discorsi, quanto in comune abbiano gli esseri umani di culture e tradizioni differenti.

.ولد السكافي حافي
The son of the cobbler goes barefoot.
Il figlio del calzolaio va con le scarpe rotte.

.نزَّل عن جحشك
Unload your own donkey.
Fatti i fatti tuoi.

.الاكل في الشبعان خسارة
Food for the well-fed is a waste.
Piove sul bagnato.

.ما كل معوج الرقبة جمل
Not everything with a crooked neck is a camel.
L’abito non fa il monaco.

.الفلوس زي العصافير تروح و تيجي
Money is like a bird, it comes and it goes.
I soldi vanno e vengono.

.مش كل اسود فحمة و مش كل ابيض شحة
All that glitters is not gold.
Non è tutto oro quel che luccica.

.مشل الدجاج ،ما بيهدس الا بالفربلة
To look no further than the end of your nose.
Non saper guardare oltre la punta del proprio naso.

Selezione e traduzione in italiano di Melissa Pignatelli

Fonte:  Apricots Tomorrow and other Arabic sayings with English equivalent Unload your own donkey, and other Arabic sayings with English equivalent, a cura di Primrose Alexander e Ashkhain Skipwith, illustrato da Kathryn Lamb, edito da Stacey International, 2002.

In fotografia: un’illustrazione tratta dal volume Unload Your Own Donkey.

Melissa Pignatelli

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