Ogni anno, passata la stagione dei monsoni, le famiglie del popolo Agariya migrano dai villaggi del Gujarat, stato settentrionale dell’India, verso il Deserto del Rann di Kutch, per estrarre dalla terra i cristalli di sale. Il sottosuolo è infatti ricchissimo di cristalli in quanto in epoche molto remote era in realtà suolo marino. Oggi, l’evoluzione della geologia lo ha reso uno dei posti più inospitali della regione, la vita è resa molto difficile dall’aridità e dalle differenze di temperature che di notte scendono sotto zero e di giorno, nei mesi estivi, arrivano a superare i 50°C.

Ciononostante, gli Agariya trascorrono la propria vita seguendo i ritmi del deserto. Da ottobre ad agosto, sfidano le elevate temperature lavorando nel deserto costrunedo i campi da cui estraggono il sale. Quando verso agosto iniziano le grandi piogge, gli Agariya smontano i propri accampamenti per digersi verso i villaggi dove vendono il frutto del proprio raccolto.

Gli Agariya sono un popolo seminomade, uno dei pochi rimasti in questa regione diventata una riserva naturale. La regista Farida Pacha ha deciso di seguire e raccontare la quotidianità della famiglia Sanabhai. Il documentario My Name is Salt, di cui vi proponiamo il trailer qui sotto, racconta una vita molto dura e difficile con uno stile contemplativo e immagini davvero bellissime.

 

La Redazione

My Name is Salt, scritto e diretto da Farida Pacha, 2013

In fotografia un fotogramma del film © Farida Pacha