Pubblicato il 25 Febbraio 2019

La storia di amore e coraggio di Antar e Abla

di Barbara Palla

Antar è stato uno schiavo, un guerriero, un poeta arabo ma soprattutto l’eroe, perdutamente innamorato di Abla, protagonista del poema epico che lui stesso ha composto. Il Sirat Antar, scritto nel VI secolo d.C., molto prima della Rivelazione e diffusione dell’Islam, è uno dei poemi epici più antichi della letteratura araba classica ma rimane ancora uno tra i più sconosciuti in Europa.

Antar, eroe poeta, divenne famoso grazie alle sue mu’allaqat, un particolare tipo di composizione poetica di epoca pre-islamica che veniva affissa (da cui il termine mu’allaqat che significa letteralmente “appese”) sulle pareti esterne della Ka’aba, il polo culturale dell’epoca che diventerà in seguito la moschea de La Mecca. Le gesta, l’eroismo, il coraggio ma soprattutto l’instancabile amore per Abla colpirono molto l’immaginario arabo dell’epoca e la storia si trasmise in via orale per secoli.

Antar nacque nella tribù Banu Abs, una tribù del Hijaz (la regione occidentale della Penisola Araba, dove oggi si trovano Medina, La Mecca e il porto di Jeddah) migrata verso sud per stabilitasi lungo l’attuale confine con la Yemen. Antar venne alla lice dall’unione tra il figlio del re della tribù Shaddad e Zebiba una bellissima schiava di origine etiopica. Antar prese il colore scuro dalla madre e il valore fisico dal padre e già in tenera età era il più forte e coraggioso degli schiavi della tribù.

Antar incontrò Abla nella tenda del fratello del padre, Malick. Abla era sua figlia, una bellissima giovane donna dai lunghi capelli neri e la pelle chiara. Antar se ne innamorò a prima vista e per lei compose i primi poemi e le prime canzoni. Da allora non perse occasione per recitarli e cantarli ed elogiare al bellezza della sua amata.

La forza fisica e l’irruenza a volte incontrollabile di Antar, che molto contrastavano con la raffinatezza dei suoi versi, obbligarono suo padre ad allontanarlo dalla tribù, e quindi dalla sua amata Abla, per arruolarlo insieme ad altri schiavi e guerrieri nelle truppe di conquista. Antar affrontava ogni battaglia e ogni nemico con coraggio e senza paura, desideroso di eliminare ogni ostacolo per tornare dalla sua amata. Non smise mai di cantare e comporre poesie per celebrarla e diffuse così odi alla sua bellezza in tutto il Medio Oriente.

Quando l’eroe tornò alla sua tribù scoprì che la giovane donna era stata promessa in sposa ad una tribù alleata e che presto avrebbe lasciato la sua famiglia. Malick, lo zio di Antar, conosceva bene i sentimenti di Antar per la figlia e decise di cedergliela in sposa solo se avesse superato con successo delle tremende prove a cui l’avrebbe sottoposto. Il giovane guerriero affrontò il suo destino e superò tutte le prove, ma lo zio portò comunque sua figlia dal marito a cui l’aveva promessa. Antar riuscì a raggiungere Abla poco prima che il nuovo compagno e ottenne la sua mano.

Antar e Abla si sposarono e vissero felicemente. Alla loro unione corrispose un periodo di pace e serenità in tutto il regno. La pace regnò nell’Hijaz e nel nord dello Yemen in seguito alla loro unione. Ma dagli estremi del regno  Uézar, capo tribù accecato in battagli da Antar,  tramava e una notte in n un’imboscata riuscì a uccidere l’eroe e il poeta.

Sebbene si diffuse molto rapidamente nel modo arabofono, questo poema non arrivò in Europa che molto tardi sotto l’impulso del fascino che l’Orientalismo esercitò sugli artisti francesi e tedeschi. Sfortunatamente esistono solo poche traduzioni complete del poema, nessuna delle quali in italiano.

Ma la bellissima storia del poeta guerriero Antar mette in luce tutta la raffinatezza culturale di un epoca remota e ormai forse dimenticata.

Barbara Palla

Per approfondire:

 Antar, Poème Héroique Arabe, traduzione di Marcel Devic,  volume illustrato dal pittore orientalista Etienne Dinet, oggi conservato alla Biblioteca di Francia, pubblicato nel 1898.

Alphonse de Lamartine, Voyage en Orient,  1913.
Lamartine riporta e traduce alcuni frammenti del poema nel romanzo che scrisse di ritorno da un viaggio in Oriente.

Francesco Gabrieli, La Letteratura Araba, Sansoni , 1967.

In fotografia un’illustrazione di Antar e Abla in un dipinto del XIX secolo © wikimedia commons.

By |2019-02-27T14:32:11+00:0025 Febbraio 2019|Cultura, Letteratura|