Pubblicato il 8 Marzo 2019

Ri-trovarsi, per l’emancipazione di ognuno di noi

di Melissa Pignatelli

Il sociologo Franco Ferrarotti nella prefazione ad un libro che indica come ri-trovarsi prima di cercare altro dopo le vicissitudini possibili della vita, ricorda che nell’Ottocento la tipologia d’individui che prevaleva era centrato, mosso da incrollabili certezze interiori, ricercava il silenzio per raccogliere i suoi pensieri e viveva coscientemente a partire da se stesso.

Quest’individuo ha lasciato il posto ad una diversa tipologia di essere umani che, forse per la prima volta nella storia evolutiva, si aspettano che qualcuno o qualcosa da fuori dica loro cosa debbono fare. Questo nuovo tipo etero-diretto guarda fuori, attende segnali, indicazioni ed orientamenti dagli altri, è gioviale e chiassoso, si dimentica di sé stesso per esaltarsi negli altri sviluppando infine paradossalmente, secondo Theodor Adorno, una “personalità autoritaria”.

“Sembra paradossale ma in realtà è tragico. In una società in cui tutti attendono dagli altri, e non da sé stessi, i segnali decisivi per orientare la propria condotta, il risultato inevitabile non è il consenso democratico ma il venir meno dei segnali, il cadere di ordini e ideali, lo svuotamento morale, la riduzione della morale a “il morale”, il cedimento sistematico alla manipolazione su vasta scala e quindi il gregarismo e il conformismo generalizzati.”

“Il prezzo della passività è pesante. Se non modifichiamo qualcosa in noi stessi è impossibile realizzare modificazioni significative nella nostra vita. Nessuno può semplicemente lasciarsi vivere o attendere che altri viva o affronti rischi e incertezze al suo posto. Non si vive per delega, si vive solo a partire da sé stessi.”

Oggi manca “il senso del destino”, si ha l’impressione di non poter scegliere. Si vive in un mondo claustrofobico, ripetitivo, privo di prospettive. Il mondo odierno, relativamente ricco e permissivo, permette tutto ma non consente la penuria che esalta il desiderio. E’ un mondo dell’ “usa e getta” in cui tutto si fa merce, e ogni cosa, ma anche ogni persona, è intercambiabile e fungibile. Per questa ragione fondamentale, è più che mai necessario auto-riconoscersi prima di buttarsi in un’alterità che permane vaga e inconsistente nella sua piattezza.”

“La maturità significa infatti auto-possesso quindi autonomia, la capacità di farsi compagnia da sé, il non ricercare nell’altro la salvezza propria, ma porsi in grado di stabilire un rapporto a due vie, un vero e proprio dare e avere.”

L’individuo auspicato da Ferrarotti non usa il radar degli altri per capire cosa fare ma è in contatto con sé stesso, è equilibrio con gli altri, medita e sceglie,  fa i conti sia con il suo lato femminile che con quello maschile trovando il punto giusto per la sua pace interiore. Ecco dunque che il ri-trovarsi diventa una ricerca intima dalla quale emerge un modo individuale per vivere la propria via, indipendente ma relativa agli altri. Una sorta di emancipazione dai ruoli predefiniti, che rende ognuno capace di vivere le proprie caratteristiche senza dover prevaricare, abusare o fare violenza sugli altri.

 

Melissa Pignatelli

Fonte: Edoardo Giusti, Ri-trovarsi prima di cercare l’altro, con una prefazione di Franco Ferrarotti, Armando Editore, 2007, Roma.

Franco Ferrarotti, sociologo.

Immagine: Lo yin e lo yang, le energie femminili e maschili in ognuno di noi.

 

 

 

 

 

 

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By |2019-03-11T21:43:05+00:008 Marzo 2019|Cultura, Sociologia|