Per cambiare punto di osservazione e andare oltre i racconti già confezionati, i luoghi comuni, i drammi politici che le guerre fossilizzano nelle notizie quotidiane sul Medio Oriente, guardare film e documentari prodotti localmente, conoscere le ricette della cucina di casa, vedere fotografie ed animazioni che i giovani realizzano è molto utile. Questo consente di mettere da parte i “soliti” discorsi e di avvicinarsi ad una realtà lontana geograficamente con occhi “nuovi”.

Presentare il quotidiano mediorientale dal punto di vista di chi ci vive è proprio l’obbiettivo del Middle East Now, annuale rassegna di cinema ed arti creative prodotte e realizzate in Medio Oriente giunta alla decima edizione,  che si terrà quest’anno dal 2 al 7 aprile 2019 a Firenze. I film selezionati propongono una lente di osservazione diversa: non più quella che guarda unicamente ai problemi e alle difficoltà sociali, economiche, religiose e politiche, ma quella che mostra tutta la vitalità dei paesi mediorientali. La rassegna porta quindi alla scoperta delle differenti identità che esistono in ogni paese, ne racconta le abitudini e celebra la creatività e la ricchezza culturale, spesso dimenticata o ignorata nelle retoriche del conflitto.

Nel progetto conoscitivo, nell’incontro con l’altro, la sospensione del giudizio è necessaria per arrivare alla comprensione, ad un punto di vista in comune ma siccome la conoscenza passa attraverso le categorie della propria formazione, si tende a pre-comprendere le situazioni, anticipandole. Si proietta quindi un’esperienza passata su un fatto nuovo e questo ha la conseguenza di influenzare la nostra interazione con il mondo e limita la possibilità di conoscere.

Come ha spiegato Ugo Fabietti, pratico della ricerca antropologica, “il problema cruciale è cogliere il ‘punto di vista’ del nativo: cioè attribuire senso ad azioni e comportamenti, espressioni verbali e simboliche degli attori sociali locali, richiede il raggiungimento di un elevato grado di familiarità con la vita e la cultura locale e comporta una necessità: la sospensione di buona parte dei criteri di giudizio”.

Per iniziare a conoscere ed effettivamente comprendere l’altro, dunque, è necessario abbandonare ogni pre-giudizio, rovesciare le prospettive di osservazione, e tentare di calarsi quanto più possibile nella sua quotidianità. Ecco dunque che per capire il Medio-Oriente attraverso nuove categorie, un festival sulla creatività espressiva ed artistica del luogo è un’occasione unica.

Tra i numerosi ed interessantissimi film e documentari proposti al Middle East Now segnaliamo qualche titolo da non perdere, tra cui il film di apertura Kabul, A City in the Wind di Aboozar Amini, che sarà proiettato martedì 2 aprile alle 21.15 al Cinema Teatro La Compagnia. Nel lungometraggio si scopre la quotidianità di Kabul, capitale dell’Afghanistan, attraverso gli occhi di due giovani fratelli Afshin e Benjamin e di Abbas, un autista di autobus con una doppia personalità. Il ritratto intenso della città si staglia sulle rovine della guerra divenuta parte integrante della vita dei suoi abitanti.

 

Flavours of Iraq di Fleurat Alimi e Leonard Cohen propone un interessante e inattesa prospettiva sulla recente storia dell’Iraq. Il film è composto di 20 episodi animati realizzati dal regista e giornalista franco-iracheno Fleurat Alimi nei quali racconta la storia del paese dopo il primo incontro avvenuto all’età di 9 anni. Le illustrazioni e lo storytelling che segue la crescita del protagonista  accompagnano lo spettatore alla scoperta dell’Iraq, delle sue tradizioni e delle sue peculiarità, dall'”interno”.

 

Infine uno sguardo completamente diverso sull’Iran lo offre la rassegna delle principali opere del celebre regista iraniano Asghar Farhadi. In particolare Una separazione, premiato con l’Oscar al Miglior Film Straniero, racconta le difficoltà di una normale coppia iraniana alle prese con il divorzio. La differenza di opinioni riguardo al futuro della figlia della coppia e alla possibilità di lasciare il paese per vivere altrove raccontano molto sulla società iraniana e sulle sue regole. Uno spaccato su una storia molto intensa che apre lo sguardo su un paese molto diverso da quello che si pensa di conoscere.

 

Per chi volesse sentire dialoghi e discussioni, il programma prevede oltre alle proiezioni alcuni momenti di confronto per approfondire i contesti sociali, storici e culturali in cui si svolgono i film. I Punti delle 19.30, con la partecipazione di diplomatici, giornalisti e scrittori, esperti e conoscitori del Medio Oriente, permettono di cogliere le molteplici sfaccettature delle società e comprendere meglio gli eventi storici più importanti della regione. Gli incontri che segnaliamo sono:

40 anni all’ombra della Rivoluzione: cosa è successo, cosa succede? Incontro con Alberto Zanconato, giornalista Ansa, Alberto Bradanini, ex Ambasciatore in Iran, Vanna Vannuccini, giornalista di La Repubblica, Viviana Mazza, giornalista del Corriere della Sera e Nicola Pedde, ricercatore presso il Institute for Global Studies, sulle conseguenze di lungo periodo della Rivoluzione del 1979 in Iran.
Domenica 7 aprile – ore 11.30

1979. Rivoluzione in Iran. Dal crepuscolo dello Scià all’alba della Repubblica Iraniana, presentazione del libro di Nicola Pedde che ripercorre in chiave politica e storica gli avvenimenti principali della nascita della nuova Repubblica dell’Iran.
Domenica 7 aprile – ore 10.30

Siria: Guerra e ricostruzione? Incontro con Giuseppe Alizzi, esperto di Siria e Eugenio Dacrema, ricercatore dell’ISPI -Istituto per gli Studi di Politica Internazionale per analizzare i temi chiave e delle sfide del presente e del futuro in Siria.
Giovedì 4 aprile ore 19.30

Le ragazze della Rivoluzione: dal Pakistan all’Egitto, un’avventura nella libertà delle donne, presentazione del libro di Viviana Mazza sull’impegno delle donne nel mondo islamico.
Sabato 6 aprile ore 19.30

Per il programma completo degli appuntamenti di approfondimento e dei film è possibile visitare il sito del Middle East Now, qui.

 

Melissa Pignatelli

Il Middle East Festival si svolge a Firenze dal 2 al 7 aprile 2019 presso il Cinema Teatro La Compagnia – via Cavour, 20 – e presso il Cinema dell’Istituto Stensen – viale Don Minzoni, 25/C.