Nel film iraniano “The Cow” (La Mucca) uscito per la prima volta nel 1969, ovvero dieci anni prima della rivoluzione del 1979, va in scena tutto ciò che di solito non si racconta dell’Iran all’epoca dello Shah di Persia. Noto per la sua magalomania e per una predilezione per il “costume” occidentale, lo Shah Mohammed Reza Pahlavi in realtà viveva in un paese fortemente rurale nel quale le tradizioni e gli usi del mondo contadino (tra cui i vestiti) si legavano intrinsecamente alla religione, sia per le donne che per gli uomini.

Il film, che si ispira al neorealismo italiano, narra la storia dell’importanza di una mucca per il suo proprietario. La perdita dell’animale conduce alla perdita del senno del protagonista, Mashti Hassan, coinvolgendo gli abitanti di un piccolo villaggio agricolo in un incredibile dispiegamento di solidarietà.

La divisione del lavoro e le abitudini delle persone del villaggio sono chiaramente descritte attraverso i personaggi che compaiono. I bambini giocano per le strade di terra battuta, le donne si occupano del cibo, gli uomini del bestiame o di fumare sulla piazzetta principale: il problema di uno diventa il problema di tutti e la comunità si stringe per prendere le decisioni migliori per la comunità e per i suoi abitanti. Malgrado la povertà dei beni materiali raffigurati, la società appare ricca di un’umanità condivisa che oggi, non solo in Iran, sembra dispersa.

Nella Persia di “The Cow” vediamo dunque uno spaccato della vita quotidiana che la Persia grandiosa dell’incoronazione dello Shah e della sua consorte Farah Diba a Persepolis non ci aveva mostrato.

Sui campi aridi di quest’Iran dimenticato crebbe la forza della rivoluzione del 1979.

 

Melissa Pignatelli

The Cow di Dariush Mehrjui, Iran, 1969 : a questo link si può vedere il film in lingua originale, è anche possibile aggiungere i sottotitoli in inglese.

The Cow è stato mostrato all’interno della rassegna cinematografica Middle East Now 2019 come film preferito dal premio Oscar Ashgar Farhadi.