Stampe geometriche, corredate da animali, fiori o simboli di ogni genere e replicabili all’infinito: il wax è la stoffa protagonista di una nuova moda afro-europea. Arrivato in Europa grazie alle compagnie commerciali olandesi, il wax è rimasto a lungo un prodotto poco diffuso e utilizzato principalmente nelle comunità della diaspora. Da qualche anno invece, è la stoffa principale di una nuova produzione di moda ispirata alle tradizioni africane ma adattata alle tendenze moderne che investe non solo il prêt-à-porter ma anche la haute couture.

Il wax veniva tradizionalmente prodotto nelle città costiere dell’Africa Occidentale, dove gli olandesi erano soliti fermarsi al ritorno dall’Indonesia. La produzione tessile riprendeva una particolare tecnica a cera calda sviluppata sull’isola di Giava, chiamata batik. In Africa però questa tecnica fu adottata per essere poi adattata alle tradizioni locali. Così ad ogni colore, simbolo o motivo venne associato un particolare  significato derivato dalle principali tradizioni locali. Ancora oggi dietro alle sovrapposizione dei motivi, all’ordine con cui emergono i vari pattern decorativi si nascondono diversi messaggi. Per questo motivo, le stoffe devono infatti essere scelte con cura a seconda dell’occasione, solo alcune ad esempio possono essere portate ad un funerale, e altre invece per un matrimonio.

Il wax è oggi diffuso in virtù di una riappropriazione del vestire tradizionale da parte delle nuove generazioni della diaspora. Tanto le giovani donne, quanto i giovani uomini, molto più cosmopoliti rispetto al passato, hanno reinterpretato quel modo tradizionale di vestire in chiave moderna, adattandolo alle nuove tendenze. Le tradizioni vestimentarie africane sono state così composte, scomposte e reinterpretate in mille modi diversi arrivando perfino a superare i confini delle comunità diasporiche.

 Alcuni atelier di moda hanno addirittura elevato il wax a prodotto di lusso impreziosendo le proprie collezioni con inserti in wax nelle loro più recenti collezioni. 

La crescita del settore tessile made in Africa è stata avvantaggiata dallo sviluppo delle infrastrutture delle comunicazioni e del commercio digitale. Pochi anni fa è nato anche il primo marketplace online che mette in contatto diretto la domanda di moda artigianale africana con i produttori locali.

Afrikrea.com, fondato nel 2013 da Moulayé Tabourè e Abdoul Kadir Diallo, due giovani originari del Mali e basato a Abidjan (capitale della Costa d’Avorio), è uno dei primi siti di e-commerce internazionali interessato allo sviluppo delle imprenditorialità e delle artigianalità tessili locali in ottica globale. Negli ultimi 5 anni Afrikrea.com si è espanso tanto da intercettare una domanda sempre crescente non solo di stoffe e prodotti finiti in wax ma anche di oggetti d’arredo ispirati ai motivi tradizionali, gioielli e oggetti d’arte tipici di alcune regioni come le maschere in legno, le statuette in bronzo e le sculture in pietra prodotti nella maggior parte dei paesi africani.

La storia del wax trascende i confini geografici e culturali, per questo è diventato oggi uno dei simboli più divertenti della creatività e dell’originalità che scaturisce dall’incontro tra culture diverse.

 

Barbara Palla

Per approfondire:

A Vision of Africa’s Future, Mapping Change, Transformations and Trajectories Towards 2030, a cura di Giovanni Carbone, Rapporto ISPI – Istituto di Studi sulla Politica Internazionale, 2018.

Libro Bianco della moda africana online, scritto dai fondatori di Afrikrea.com (disponibile in inglese e francese).

In fotografia: una modella con una abito realizzato con stoffa wax su Congostory.org.