“Se c’è oggi un’esperienza condivisa è un senso di impotenza, di mancata presa sugli eventi”. Daniele Giglioli, docente di Letterature Comparate presso l’Università di Bergamo, usa da subito queste parole per il suo libro Stato di Minorità, pubblicato nel 2015 per gli editori Laterza. L’incapacità di organizzarsi, partecipare, cambiare lo stato delle cose nella realtà è soltanto pari al percepito senso di inefficacia di un’azione che sia civile e politica. In una società dove quindi l’azione politica non è proibita, ma svuotata di concretezza, quali sintomi si manifestano tra gli uomini, quali discorsi rappresentano questo stato di minorità?

Per rispondere, Giglioli tira le fila dei suoi studi, ne individua un filo rosso continuo, che porta luce su comportamenti e pensieri umani, sulla relazione dell’uomo moderno con il proprio contesto, con il potere costituito. Il profilo che ne esce fuori non è tra i più positivi: lo scrittore individua almeno cinque