Le famiglie cinesi riversano nei loro figli aspettative altissime, soprattutto oggi che la Cina è in piena ascesa economica. La prole deve frequentare le scuole migliori, sposarsi prima dei 30 anni, trovare un lavoro appagante, fare figli e arricchirsi sempre di più. In una simile corsa infernale molti restano indietro. Nei casi peggiori non vogliono neppure correre e fuggono dalle loro responsabilità a causa di un gap sempre più insostenibile tra la realtà e i sogni dei genitori.

La forbice che separa le nuove generazioni dalle precedenti si è aperta così tanto da essere ormai vicina al punto di rottura. Per capire i motivi di una trasformazione sociale in piena fase di svolgimento è utile leggere Lanterne in volo  (Add Editore, 2017) dello scrittore inglese Alec Ash.

Il libro ruota attorno alla “generazione Tienamen”, che include i cinesi nati tra il 1985 e il 1990. L’autore segue la storia di sei ragazzi, considerati i rappresentanti di “un altro tipo di gioventù”, o meglio “una generazione divorziata dalla storia”. L’attivismo politico, le imposizioni familiari, i concetti che per secoli avevano definito l’essere cinesi sono stati sostituiti da nuovi comportamenti e abitudini.

Particolarmente interessante è la parte relativa all’avvento di Internet in Cina e i suoi effetti sulle persone. Gli internauti cinesi “sono un popolo oppresso” e perennemente controllato dalle autorità che in un primo momento avevano sottovalutato il potere del mondo online. Eppure, nonostante l’occhio vigile del partito, sempre più Internet-dipendenti sono saliti all’onore delle cronache per le decine di ore consecutive passate davanti agli schermi dei loro computer. L’emergenza ha addirittura spinto il governo a definire la rete “eroina elettronica che guasta il cervello della gioventù nazionale”.

Pagina dopo pagina, Ash allarga il campo d’indagine su altri aspetti sociali. Ad esempio il mondo del lavoro assomiglia molto a una prigione, come ha modo di constatare Dahai, uno dei protagonisti: “era uno schiavo del salario, ubbidiva ai superiori come prima aveva ubbidito ai genitori, agli insegnanti e agli istruttori dell’addestramento militare. “Ubbidisci” era il ritornello che lo perseguitava”.

Le aspettative di tanti cinesi sono state tradite da una realtà dorata accessibile soltanto a pochi privilegiati. Molti ragazzi, nonostante grandi ambizioni, sono costretti ad accettare lavoretti di fortuna. Questa, spiega Ash, “era la cruda realtà per la maggior parte dei giovani cinesi: tuttofare nei karaoke, apprendisti parrucchieri, guardie giurate, ascensoristi, fattorini, camerieri”.

Un passaggio del libro riassume bene le difficoltà dei giovani di oggi nella Cina contemporanea:

“Quando erano a scuola, l’università era gratuita; quando sono arrivati all’università, le elementari erano gratuite. Quando non lavoravano ancora la gente veniva assunta; quando sono entrati nel mondo del lavoro, non sapevano dove sbattere la testa per tirare avanti. Quando non guadagnavano nulla, gli appartamenti erano abbordabili; quando hanno cominciato ad avere uno stipendio, il mercato era salito alle stelle”.

In Cina, constata amaramente uno dei protagonisti, per ottenere le cose che contano ci sono due strade: o si gioca sporco o ci si piega completamente al Sistema.

Federico Giuliani

Libro: Alec Ash, Lanterne in Volo, Add Editore, 2017.

Fotografia: Shanghai, atrio del Grand Hyatt, di Bernardo Ricci Armani, PhotographingAround.Me.